SEZIONE G

G 296 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Tignola delle foglie del melo e del ciliegio* (Choreutis pariana; Lepid. Coreut.). Le lar- f ve (10-12 mm di lunghezza, gialle con verruche pilifere nere) compiono erosioni sulla pagina fogliare superiore, localizzandosi lungo la nervatura mediana, protette sotto una tela sericea. Il lepidottero sverna allo stato adulto, riparato sulla pianta sotto placche corticali parzialmente distaccate. Compie 2 generazioni all anno con larve attive in maggio-giugno e in agosto-settembre. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. Tingide del pero** (Stephanitis pyri; Rinc. Ting.). Adulti e forme giovanili vivono sulla pagina inferiore delle foglie e con le loro punture determinano la comparsa di numerose depigmentazioni puntiformi. La pagina inferiore delle foglie appare imbrattata da numerose goccioline dall aspetto bituminoso. ®Pero per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Tortrice dei germogli** (Archips podanus; Lepid. Tortr.). Le larve della generazione che ha svernato compiono erosioni sulle foglie dei germogli; quelle della prima generazione compiono erosioni intorno alla zona del peduncolo. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento contro le giovani larve impiegando formulazioni commerciali di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Tortrice dei cespugli** (Archips rosanus; Lepid. Tortr.). Le larve compiono erosioni sulle giovani foglie e sulle drupe. Il lepidottero compie una sola generazione all anno e sverna con ovature deposte sulla corteccia liscia del tronco e dei rami. Le larve nascono al risveglio vegetativo, completano lo sviluppo in maggio per poi incrisalidarsi in mezzo alle foglie danneggiate e dare gli adulti in giugno. ®Melo per gli aspetti morfologici del tortricide. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai contro le giovani larve. Cilindrosporiosi* (Blumeriella jaapii, syn. Cylindrosporium padii; Asc.). Colpisce principalmente le foglie, su cui determina la comparsa di innumerevoli macchioline rossastre, in corrispondenza delle quali sulla pagina inferiore si sviluppano le fruttificazioni acervulari sotto forma di masserelle mucillaginose biancastre contenenti i conidi. Col procedere della malattia le foglie si incurvano, ingialliscono e cadono prematuramente, portando a precoci defogliazioni della pianta (sin dal mese di agosto), che possono ripercuotersi sulla produzione dell anno successivo. Risulta molto pericolosa nei vivai. DIFESA: può essere condotta con trattamenti dopo la raccolta, con vari fungicidi come rameici, dodina, triazolici. Corineo** (Stigmina carpophila, syn. Coryneum beijerinckii; Asc.). Malattia pericolosa per le drupacee (in particolare ciliegio, pesco, mandorlo, albicocco), colpisce foglie, rami e frutti (®Pesco). DIFESA: è imperniata su due interventi da eseguirsi rispettivamente in autunno (in corrispondenza della caduta delle foglie) e a fine inverno con prodotti rameici, thiram, ziram. Maculatura rossa* (Apiognomonia erythrostoma; Asc.). Nota anche come nebbia o seccume fogliare, colpisce principalmente le foglie, su cui determina numerose macchie rotondeggianti, dapprima giallastre o rossastre e poi brune, spesso confluenti. Con il progredire della malattia le foglie imbruniscono, ripiegandosi verso il basso, disseccando e rimanendo attaccate ai rami anche durante l inverno. Su di esse si sviluppano i corpi fruttiferi sessuati (periteci), da cui in primavera vengono prodotte le ascospore, che in condizioni di elevata umidità diffondono le infezioni. DIFESA: di norma contenuta nei trattamenti contro il corineo, solo in particolari condizioni, specialmente su impianti giovani, può richiedere interventi specifici (es. con rameici o dodina). G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 296 5/30/18 9:09 AM M B ta p M s v c ( M C d te m M M n p s le fa in la m d lo ( fl e R s d te le e s c fr e S r e fi c e c s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini