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G 298 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE p s m r a Vaiolatura* (tel. Mycosphaerella cerasella, an. Cercospora cerasella; Asc.). Denominata anche cercosporiosi, causa sulle foglie macchie circolari bruno-rossastre, che accrescendosi diventano più chiare al centro e possono anche confluire, determinando più ampie aree necrotiche, che portano alla caduta anticipata delle foglie stesse. Al centro delle macchie possono svilupparsi le fruttificazioni conidiche, che diffondono la malattia attraverso il vento e la pioggia. Le infezioni sono favorite da elevate umidità, bagnature e temperature di 20-25 °C. DIFESA: di norma non sono necessari interventi specifici, a causa della scarsa dannosità della malattia e dell attività contro la stessa dei fungicidi applicati per altri patogeni. i ( Verticilliosi* (Verticillium albo-atrum, V. dahliae; Asc.). Si tratta di patogeni polifagi, che c R f M v G possono attaccare numerose specie arboree ed erbacee, e che sulle piante arboree determinano il progressivo avvizzimento delle foglie e il disseccamento dei rami (®Pesco). b Tumore batterico* (Agrobacterium tumefaciens; Gracilicutes). dannoso per numero- v Ciliegia nana* (Little cherry virus-2 5 LChV-2, gen. Ampelovirus). La malattia si ri- se specie arboree fra le pomacee e drupacee (®Albicocco). scontra principalmente nelle varietà a frutti dolci, di pezzatura elevata e generalmente con la polpa di colore rosso scuro. Nelle varietà sensibili le ciliegie si sviluppano normalmente durante la prima parte del ciclo vegetativo, senza però giungere a maturità. Alla raccolta il loro sviluppo è molto ridotto rispetto al normale; esse presentano una tinta rosso chiara opaca, sono di forma appuntita e rimangono appese ai rami per settimane senza maturare. Le piante non mostrano, in genere, sintomi fogliari. Il virus infetta, in forma latente, diverse specie di ciliegi ornamentali; in natura è diffuso dallo pseudococcide Phenacoccus aceris. DIFESA: propagazione di piante sane. M in s c Maculatura anulare clorotica* Giallume* (Prune dwarf virus 5 PDV, gen. Ilarvirus). Maculatura anulare necrotica* Mosaico rugoso* (Prunus necrotic ring spot virus 5 PNRSV, gen. Ilarvirus). Sono sindromi in parte comuni sia al ciliegio acido e dolce sia ad altre drupacee quali pesco, susino e albicocco. Le manifestazioni della maculatura anulare clorotica e di quella necrotica si evidenziano sulle foglie della vegetazione primaverile successiva all infezione (fase acuta), mentre si attenuano fino anche a scomparire nelle foglie della vegetazione estiva e in quelle degli anni successivi (fase cronica). Esse consistono in aree circolari ad andamento irregolare, di colore verde chiaro, che con il tempo necrotizzano e si distaccano lungo i bordi lasciando la lamina variamente perforata. Il giallume interessa le piante di ciliegio acido, in particolare della cv. Montmorency. Si evidenzia con macchie sulle lamine fogliari di colore verde chiaro o giallo, dapprima limitate a piccole aree e poi confluenti in aree estese a gran parte del lembo. Le foglie con sintomi cadono molto presto, di conseguenza la differenziazione delle gemme dai rami dell anno è scarsa o nulla. I sintomi del mosaico rugoso si evidenziano nelle piante di ciliegio dolce ad iniziare dal secondo ciclo vegetativo successivo all infezione e persistono negli anni seguenti. Essi consistono in un accentuata maculatura clorotica accompagnata da bollosità, malformazione e riduzione della superficie fogliare. Gli alberi infetti da PDV e/o PNRSV presentano nel complesso scarsa vegetazione e fruttificazione ridotta. Entrambi i virus si trasmettono per innesto, per seme e per polline. DIFESA: impiego di materiale vivaistico sano. Spaccature dei frutti**. Trattasi di danni di natura idropatica che interessano i frutti prossimi alla raccolta, sui quali compaiono profonde spaccature per effetto dell azione di stiramento dei tessuti esterni su quelli più profondi. Le spaccature favoriscono spesso le infezioni di Monilia laxa. Le piogge favoriscono le spaccature, soprattutto dopo G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 298 5/30/18 9:09 AM s p F p a n e te P c in f M r to r r M p v M s D v M s c p te tr

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini