SEZIONE G

G 302 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE base di s.a. più moderne a maggiore persistenza (es. metalaxyl-M, benalaxyl-M, cymoxanil, dimethomorph, zoxamide, azoxystrobin, fluopicolide). L impiego dei fungicidi va regolato in base all andamento climatico; da tenere presente, inoltre, che a causa della natura particolarmente cerosa delle foglie di cipolla è opportuno applicarli in miscela con bagnanti. Peronospora del porro* (Phytophthora porri ; Oomycota). Colpisce preferibilmente il porro, ma può attaccare anche la cipolla, causando la comparsa di macchie decolorate sulle foglie e il disseccamento delle stesse (®Porro). Alternariosi* (Alternaria porri ; Asc.). Può colpire diverse specie del genere Allium determinando il disseccamento delle foglie (®Porro). Antracnosi* (Colletotrichum circinans; Asc.). dannosa solo per le varietà di colore bianco. Colpisce prevalentemente i bulbi in prossimità della maturazione, determinando la comparsa sulle tuniche esterne di macchie nere (costituite dalle fruttificazioni acervulari), mentre le tuniche sottostanti presentano piccole aree giallastre. La malattia è favorita da un andamento climatico piovoso in pre-raccolta e può continuare a svilupparsi sui bulbi immagazzinati. Colpisce anche porro e scalogno. Il patogeno si conserva nel terreno come micelio e sclerozi. DIFESA: è sostanzialmente di tipo preventivo (avvicendamento colturale, rapido disseccamento dei bulbi con aria calda e successivamente fredda, utilizzo di varietà a tunica gialla). Botrite** (tel. Botryotinia spp., an. Botrytis squamosa, B. allii, B. cinerea, ecc.; Asc.). causata da numerose specie di Botrytis e può colpire diverse liliacee a livello sia della parte aerea, in campo, sia dei bulbi, prima della raccolta e soprattutto durante la conservazione. Sulle foglie, attaccate soprattutto da B. squamosa, compaiono piccole macchie bianche depresse allungate, inizialmente con un alone verde chiaro, che aumentando di numero possono determinarne il disseccamento; sui tessuti senescenti si sviluppano le fruttificazioni conidiche (che possono peraltro derivare anche da altre specie di Botrytis secondarie) e gli sclerozi. Sulle colture da seme gli attacchi possono riguardare anche gli scapi fiorali, che vengono colpiti a partire dalla base e portati al disseccamento. Diverse sono anche le specie che possono attaccare i bulbi, soprattutto in prossimità della raccolta e durante la conservazione: B. allii, B. aclada, B. byssoidea, B. cinerea, ecc. Il sintomo più frequente e importante è una forma di marciume molle bruno che inizia dal collo e si estende all intero organo in profondità, ad opera anche di agenti batterici secondari; sui tessuti infetti si sviluppano, più o meno abbondantemente secondo la specie, le fruttificazioni conidiche e gli sclerozi. I patogeni si conservano soprattutto sotto forma di sclerozi nei residui colturali e nei bulbi, ma possono sopravvivere anche come micelio e all interno del seme. Le infezioni, ad opera dei conidi, sono favorite dalla bagnatura degli organi, con temperature inferiori a 24 °C, e dalle ferite dei tessuti. DIFESA: la vegetazione può essere protetta con fungicidi antibotritici (es. fludioxonil 1 cyprodinil, boscalid 1 pyraclostrobin) a partire dalla comparsa dei primi sintomi; per quanto riguarda i bulbi in post-raccolta la misura più efficace consiste nel tempestivo trattamento degli stessi dapprima con aria riscaldata (intorno a 35 °C) e quindi con aria fredda, seguito dalla conservazione in ambienti poco umidi; sono inoltre importanti l uso di semi sani o risanati dal patogeno con la concia e la corretta gestione agronomica (es. irrigazione controllata in modo da limitare le bagnature). Carbone* (Urocystis cepulae, syn. Tuburcinia cepulae; Bas.). Può colpire tutte le specie del genere Allium ed in particolare la cipolla. Attacca le piante solo subito dopo l emergenza, causando sulle foglie pustole grigiastre che diventano sempre più evidenti G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 302 5/30/18 9:09 AM p m d v te D s C s a a F le a s a r p p e M m te M In g n M te M In m R R te S c M g ( b M s li v m fo c

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini