SEZIONE G

C Cipressi (varie specie) aei e di i o. n si ar. a eae a. e e- k i. e- s el o n ee a eil n elen o e. f G 305 A metà settembre le femmine raggiungono la maturità e, fecondate, superano l inverno. DIFESA: intervento con olio bianco, fosforganici (clorpirifos-methyl, clorpirifos). Eulia del cipresso* (Lozotaeniodes cupressana; Lepid. Tortr.). Le larve (color terra d ombra con capo, scudo protoracico, placca anale e zampe di colore nero, lunghe a maturità 12-15 mm) compiono erosioni fogliari e sulle galbule. Gli adulti volano nella seconda metà di maggio e a metà settembre. Le larve della prima generazione sono attive fino a metà agosto, quelle della seconda sospendono l attività con l arrivo del freddo e completano lo sviluppo nella successiva primavera. DIFESA: non necessaria. Fleosino del cipresso*** (Phloeosinus aubei; Col. Scol.). Gli adulti (lunghi appena un paio di millimetri, caratterizzati da occhi reniformi e con soli 4-5 ommatidi nel punto più stretto) compiono perforazioni (gallerie di maturazione) all ascella dei rametti dell annata per raggiungere la maturazione sessuale. Dopo l accoppiamento, in marzoaprile, quando la temperatura si attesta intorno ai 13-14 °C, la femmina scava, nel fusto, una galleria longitudinale sottocorticale (galleria materna o di prolificazione), lunga 2-3 cm, per deporre le uova entro nicchie ricavate nella sua parete. Le larve raggiungono la maturità in 45-60 giorni, scavando gallerie individuali che intaccano la parte interna dell anello corticale e l alburno. Raggiunta la maturità si impupano e gli adulti sciamano aprendosi nella corteccia piccoli fori rotondi. Essi si alimentano e svernano entro covacci scavati all ascella dei rametti. DIFESA: ricorso al trattamento contro gli adulti con insetticidi abbattenti (piretroidi). Fleosino della tuja*** (Phloeosinus thuyae; Col. Scol.). Gli adulti si distinguono da quelli dell affine Phloeosinus aubei per la forte rientranza del margine anteriore dell occhio. Essi sciamano in genere nella prima metà di giugno, più tardi in presenza di condizioni avverse e in montagna. Le larve svernano e raggiungono la maturità nella primavera successiva. Gli altri aspetti del comportamento biologico sono simili a quelli di Ph. aubei. DIFESA: interventi come per Ph. aubei. Limantria* (Lymantria dispar ; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fogliari. Gli attacchi sono sporadici. ®Quercia per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. Fitoftora*** (Phytophthora cinnamomi ; Oomycota). Il patogeno causa processi di necrosi dei tessuti corticali e del cambio delle radici e della zona del colletto. Le piante deperiscono e muoiono, talora in maniera apoplettica. Particolarmente suscettibili sono Cupressocyparis leylandii e le varietà Alumii, Columnaris, Ellwodii e Fletcheri di Chamaecyparis lawsoniana. Poco suscettibile o con buoni caratteri di resistenza è il Cipresso di Hoggar (Cupressus drupeziana). Il fungo si conserva nel terreno per diversi anni, anche allo stato saprofitario. Le infezioni avvengono attraverso ferite di varia origine causate alle radici e al colletto. Esse sono favorite dai ristagni idrici e si propagano da una pianta all altra con elementi di diffusione trasportati dalle acque di sgrondo. DIFESA: evitare i ristagni di acqua nel terreno e al colletto delle piante, nonché le irrigazioni per scorrimento; se necessario realizzare interventi con cadenza mensile, dalla primavera all autunno, con fosetil-Al. Carie del legno** (Trametes sp., Poria sp., Polyporus sp., Fomes sp., Coriolus sp., Lenzites sp., Phellinus sp., Stereum sp., Ganoderma sp.; Bas.). Le diverse entità fungine causano processi di carie del legno che riducono la vita delle piante. ®Pioppi per gli G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 305 G 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini