Clematide

G 306 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE elementi informativi relativi ai diversi funghi. DIFESA: protezione delle ferite di varia origine per prevenire l insediamento dei patogeni; eventuale ricorso a operazioni di dendrochirurgia atte ad asportare i tessuti invasi dalle carie. Cancro corticale*** (Seiridium cardinale, syn. Coryneum cardinale; Asc.). Colpisce il fusto e i rami. La malattia si manifesta con una sorta di ulcerazione che in seguito si risolve in un vero cancro che abbraccia talora tutta la circonferenza dell organo interessato, causando il disseccamento della parte posta oltre la zona colpita. Dai cancri fuoriescono scoli resinosi. Nell ambito delle zone interessate dai cancri, poco sotto la superficie corticale, si differenziano fruttificazioni (acervuli) che erompono per lasciare fuoriuscire ammassi mucillaginosi contenenti un ammasso di conidi. Questi, in concomitanza di miti temperature ed elevata umidità ambientale, penetrano nei rami o nel tronco, soprattutto attraverso lesioni causate dalla grandine, da gelate e dagli insetti. Maggiormente suscettibili sono Cupressus sempervirens e C. macrocarpa. C. arizonica si rivela più o meno suscettibilie allorquando vegeta su terreni poveri. Caratteri di resistenza sono espressi da selezioni di C. sempervirens (es. Bolgheri e Agrimed 1). DIFESA: interventi meccanici (eliminazione delle parti infette) e trattamenti autunnali e primaverili (es. con sali di rame, tiophanate-methyl). i f A in fi r c A v C d r A in p d p Clematide (Clematis spp.) E Afide sigaraio del pesco* (Myzus varians; Rinc. Afid.). Le femmine provenienti dal ta r g ( pesco, sul quale si è svolta la prima parte del ciclo, originano colonie che infestano la pagina inferiore delle foglie. In autunno l afide abbandona la pianta per concludere il ciclo sul pesco, sul quale sverna con uova durevoli. DIFESA: non giustificata. Mal bianco* (Erysiphe betae, ex Erysiphe polygoni ; Asc.). Colpisce le foglie, ricoprendole con una muffa farinosa biancastra dall odore di fungo fresco. Il patogeno è notevolmente polifago e si sviluppa durante periodi caratterizzati da elevata umidità ambientale. DIFESA: interventi con zolfi e triazoli. Ruggine** (Puccinia recondita, Tranzschelia spp., ecc.; Bas.). Colpisce foglie, piccioli e ramificazioni erbacee. Sulle foglie determina la comparsa di bollosità cui corrispondono, sul lato inferiore, pustole giallo-arancione. Su piccioli fogliari e ramificazioni causa la comparsa di ipertrofie con pustole analoghe a quelle fogliari. Puccinia recondita è una ruggine eteroica che sviluppa sulla clematide la forma ecidica e sul grano le forme uredo e teleutosoriche; le altre ruggini sono monoiche. DIFESA: interventi preventivi o alla comparsa dei primi sintomi con l impiego di triazoli, zolfo, sali di rame. Clivia (Clivia miniata, C. nobilis) i i Cocciniglia farinosa o cotonello*** (Planococcus citri; Rinc. Pseud.). Presenta il corpo rivestito di cera farinosa e fornito di 36 raggi cerosi periferici, dei quali i due caudali lunghi non oltre il doppio dei restanti. ®Arancio per le caratteristiche biologiche. DIFESA: ripulitura delle parti infestate e intervento con buprofezin o con thiamethoxam alla comparsa delle infestazioni. Cotonello longispino o longiraggiato*** (Pseudococcus longispinus; Rinc. Pseud.). Presenta il corpo rivestito di cera farinosa e fornito di 34 raggi cerosi periferici, dei quali i due caudali sono particolarmente lunghi. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: interventi come per Planococcus citri. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 306 5/30/18 9:09 AM M g ti g M m g M s l ta p s is N v r h A p d te

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini