Cocos

a el e, no. o a o aù o b, C Cocos (Cocos nucifera) f Antracnosi* (Gloesporium orbiculare, syn. Colletotrichum orbiculare; Asc.). Può colpi- re melone, cocomero e cetriolo e attacca tutti gli organi aerei (®Cetriolo). Botrite* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Fungo assai polifago, può colpire anche il cocomero, specialmente a livello dei frutti, sia in campo sia dopo la raccolta (®Cetriolo). Collasso delle cucurbitacee* (Monosporascus cannonballus; Asc.). Può colpire di- verse cucurbitacee, in particolare melone, cocomero, cetriolo, ed è responsabile del repentino deperimento delle piante in prossimità della raccolta (®Melone). Fusariosi** (Fusarium solani ; Asc.). Da non confondere con la tracheofusariosi (di natura vascolare), interessa diverse cucurbitacee (melone, cocomero, zucca, zucchino) (®Melone). Mal bianco o Oidio* (Golovinomyces orontii, syn. Erysiphe cichoracearum Podosphaera xanthii, syn. Sphaerotheca fuliginea; Asc.). Interessa tutte le cucurbitacee, peraltro fra le varie cucurbitacee il cocomero è quella meno colpita (®Cetriolo). e 5di o Sclerotinia* (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Si tratta di un patogeno polifago che, oltre alle cucurbitacee compreso il cocomero, attacca numerose specie erbacee. Sulle cucurbitacee attacca il fusto e i frutti (®Cetriolo). o, e e o e e oni di al G 309 G Tracheofusariosi** (Fusarium oxysporum; Asc.). Si tratta di una forma di F. oxysporum specializzata per il cocomero, su cui determina danni e sintomi analoghi a quelli del melone; analoga è anche la gestione, basata sulla resistenza genetica. Tracheoverticilliosi** (Verticillium albo-atrum, V. dahliae; Asc.). Funghi polifagi possono attaccare diverse cucurbitacee e in particolare melone, cetriolo e cocomero (®Melone). v Virosi*** (®Zucchino). Mosaico rugoso** (Papaia ringspot virus 5 PRSV, gen. Potyvirus). Nelle piante di co- comero provoca una clorosi fogliare localizzata alle nervature principali cui si accompagnano alterazioni di colore, bollosità e deformazioni della lamina. I frutti rimangono piccoli, deformi, con aree clorotiche. L agente della virosi è specifico delle cucurbitacee. In Italia è frequente nelle regioni meridionali per la presenza di cucurbitacee coltivate e spontanee tutto l anno che permettono la sua sopravvivenza durante l inverno. In natura è diffuso in modo non persistente da afidi. DIFESA: ®Mosaico. e i, e ne Cocos (Cocos nucifera) i Cocciniglia farinosa o cotonello*** (Planococcus citri; Rinc. Pseud.). Ha il corpo rive- edi ti stito di cera farinosa, ornato di 36 raggi cerosi periferici, dei quali i due caudali lunghi non oltre il doppio dei restanti. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: ripulitura delle parti infestate e intervento con buprofezin o con thiamethoxam alla comparsa delle infestazioni. ie Cotonello longispino o longiraggiato*** (Pseudococcus longispinus; Rinc. Pseud.). Presenta il corpo rivestito di cera farinosa, ornato di 34 raggi cerosi periferici, dei quali i due caudali sono particolarmente lunghi. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: come per Planococcus citri. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 309 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini