Colza

G 310 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Colza (Brassica napus var. oleifera) i P b a tu Afide ceroso*** (Brevicoryne brassicae; Rinc. Afid.). di colore grigio, coperto di pol- vere cerosa. Infesta foglie, fiori e silique. presente in campo durante l intero ciclo della coltura essendo molto resistente alle basse temperature. DIFESA: non necessaria. Altica d inverno del colza* (Psylliodes chrysocephala; Col. Crisom.). Gli adulti (di colore blu metallico, con antenne giallastre e distalmente più scure, zampe anteriori e mediane giallo-rossicce, lunghi 3,5-4,5 mm) compiono piccole erosioni sui cotiledoni e sulle foglioline, rispettando l epidermide opposta. Le larve (inizialmente di colore bianco con capo nero, quindi bruno chiaro con placchette dorsali nere, lunghe a maturità 7-8 mm) minano il picciolo fogliare, quindi il fusto, compromettendo lo sviluppo della pianta. Gli attacchi larvali più temibili interessano le piante tra lo stadio di 4 foglie e la ripresa vegetativa. L insetto compie una sola generazione all anno con adulti che sfarfallano in maggio-giugno e che invadono le coltivazioni in settembre, dopo aver estivato. DIFESA: intervento contro gli adulti con piretroidi (es. deltametrina). Cavolaia*** (Pieris brassicae; Lepid. Pier.). Le larve (di colore verde-giallastro con macchie nere, lunghe fino a 40 mm) divorano le foglie, riuscendo talora a scheletrizzare l intero apparato aereo. ®Cavolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non necessaria. Cecidomia delle silique*** (Dasineura brassicae; Ditt. Cecid.). Le larve si sviluppano all interno delle silique. Le femmine depongono le uova entro ferite, soprattutto quelle causate dal punteruolo delle silique (Ceuthorhynchus assimilis). Le silique infestate si deformano, si aprono lungo la linea di sutura, ingialliscono e disseccano. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: l intervento contro il punteruolo delle silique contiene i danni della cecidomia. Falso afide ceroso** (Lipaphis pseudobrassicae 5 Lipaphis erysimi; Rinc. Afid.). Meno comune di Brevicoryne brassicae, si distingue da questo in quanto non coperto di polvere cerosa. Infesta foglie, fiori e silique. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Meligete*** (Meligetes aeneus, M. viridescens, M. rotundicollis; Col. Nitid.). Gli adulti (2 mm di lunghezza, con livrea verde bronzea o nera) compiono erosioni nei bottoni fiorali per poi divorare il polline. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con deltametrina con bottoni fiorali ben chiusi e solo in caso di forte presenza di adulti. Mosca dei cavoli*** (Delia radicum; Ditt. Antom.). Le larve (bianche, microcefale e lunghe a maturità appena 5-7 mm) danneggiano la parte basale del fusto delle giovani piante, soprattutto quelle appena trapiantate. ®Cavolo per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Punteruoli degli steli del colza e del cavolo** (Ceuthorhynchus napi, C. quadridens; Col. Curcul.). Le larve del primo danneggiano la parte interna del fusto, che in seguito reagisce con lo sviluppo di gemme laterali; quelle del secondo minano la nervatura principale e il fusto. ®Cavolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non necessaria. Punteruoli del colletto** (Baris laticollis, B. coerulescens, B. chlorizans; Col. Curcul.). Le larve scavano gallerie nel fusto, talora nelle grosse radici e nel picciolo delle foglie basali, trasformando i tessuti in un ammasso di rosura. ®Cavolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento contro gli adulti, prima delle ovodeposizioni, con l impiego di piretroidi. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 310 5/30/18 9:09 AM p E c P to b ( R f A m s to s C c c te O R S a n o s le in r s fit S n d z p s d v i M A v tr il

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini