Corbezzolo

lo a. oe e nà a a lo. C Corbezzolo (Arbutus unedo) Punteruolo delle silique (Ceuthorhynchus assimilis; Col. Curcul.) La larva (apoda, bianca e con capo nero, lunga 5 mm) divora i semi non ancora maturi. ®Cavolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento contro gli adulti presenti in prefioritura con l impiego di deltametrina. p Ernia del cavolo* (Plasmodiophora brassicae ; Plasmodiophoromycota). Questo pro- c Peronospora* (Hyaloperonospora parasitica, syn. Peronospora parasitica; Oomycota) f Alternariosi** (Alternaria brassicae; Asc.). La malattia si manifesta a livello fogliare con macchie rotondeggianti ricoperte, sul lato inferiore della foglia, di muffa verde olivastra. Colpisce anche le silique, sulle quali si formano imbrunimenti dei tessuti. In seguito alle infezioni sulle silique rimangono contaminati i semi. Il patogeno si conserva sui semi contaminati, nel terreno e sui resti della coltura. DIFESA: impiego di seme sano. co della zona del colletto, con comparsa di punteggiature nere alla superficie dei tessuti colpiti. ®Cavoli per gli aspetti bio-epidemiologici del fungo. DIFESA: rotazione con piante non suscettibili (graminacee, pomodoro, bietola, soia, ecc.). G Oidio o Mal bianco* (Erysiphe cruciferarum; Asc.) (®Cavoli). Rizottoniosi* (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Bas.) (®Cavoli). Sclerotinia** (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Causa avvizzimento e la pianta tende o di A: ad allettare. Sugli steli si nota la formazione di una muffa cotonosa di colore bianco, nell ambito della quale si differenziano corpiccioli neri (sclerozi) che costituiscono gli organi di conservazione del fungo. Essi infatti si conservano a lungo nel suolo e nei tessuti. In primavera possono produrre micelio od originare apoteci dai quali fuoriescono le ascospore che, arrivate sullo scapo dopo la fioritura, sono in grado di far partire le infezioni primarie. La presenza di acqua sulla vegetazione e le basse temperature favoriscono l instaurarsi della malattia. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni con piante non suscettibili (es. frumento, mais, ecc.). ti ni e di ). e on (®Cavoli). Cancro del fusto* (Leptosphaeria maculans; Asc.). Produce una forma di marciume sec- o e si r i l. ie tozoo produce il disfacimento dei tessuti nel colletto. ®Cavoli per il comportamento bio-epidemiologico. DIFESA: inopportuna per il ridotto numero di piante colpite. Ruggine bianca* (Albugo candida; Oomycota) (®Cavoli). ce n e ni E- G 311 fit Scopazzi* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). Il sintomo principale consiste nell affastellamento della vegetazione per lo sviluppo di germogli ascellari a seguito della perdita di dominanza apicale dei racemi fiorali. Le foglie manifestano una colorazione rossastra, mentre i fiori presentano fenomeni di fillodia con conseguente compromissione della fertilità delle infiorescenze e successivo sviluppo delle silique e dei semi. Per gli aspetti epidemiologici dell agente della malattia e la DIFESA: ®Giallume dell astro. v Maculatrura anulare nera* (Turnip mosaic virus 5 TMV, gen. Potyvirus) (®Cavoli). i Afide verde del corbezzolo** (Wahlgreniella nervata arbuti; Rinc. Afid.). Di colore Corbezzolo (Arbutus unedo) verde pallido, infesta la pagina inferiore delle foglie. Si moltiplica ininterrottamente attraverso il succedersi di generazioni partenogenetiche rallentando lo sviluppo durante il periodo più freddo. DIFESA: ricorso al trattamento con aficidi. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 311 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini