Cotogno

G 312 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Apaturide* (Charaxes jasius; Lepid. Apat.). La larva è verde, chiara ventralmente, con il capo fornito di 4 processi corniformi, colorati in parte in rosso, e con una macchia ocellare azzurra, bordata di giallo sui segmenti III-V. Il lepidottero compie 2 generazioni all anno con voli dall inizio di giugno a metà luglio e dalla metà di settembre a quella di ottobre. DIFESA: assolutamente inopportuna. Septoriosi*** (Ruptoseptoria unedonis, syn. Septoria unedonis; Asc.). Causa la comparsa di una moltitudine di tacche irregolari inizialmente rossastre, quindi necrotiche con bordo rossastro. Nell ambito delle suddette, si differenziano elementi puntiformi neri (picnidi) che liberano picnidiospore destinate ad avviare nuove infezioni. DIFESA: interventi con sali rameici. M ti M A b v Cotogno (Pyrus cydonia) i c f Afide verde del melo** (Aphis pomi; Rinc. Afid.). Di colore verde, infesta i germogli. Compie l intero ciclo su questa pianta e su altre pomacee, svernando allo stato di uovo durevole. DIFESA: intervento con pirimicarb e neonicotinoidi. Bombice gallonato* (Malacosoma neustria; Lepid. Lasioc.). Le larve (lunghe fino a 5 cm, con il dorso percorso da una fascia longitudinale bianca affiancata da una banda rossa e con fianchi bluastri) divorano le foglie. ®Ciliegio per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kustaki e aizawai. Cefo del Pero* ( Janus compressus; Imen. Cef.). La femmina compie una serie di incisioni disposte a spirale sulla parte terminale dei germogli, causandone l avvizzimento. La larva scava una galleria discendente, lunga fino a 10 cm. ®Pero per i caratteri e la biologia dell imenottero. DIFESA: taglio e bruciatura dei germogli infestati. Tignola orientale*** (Cydia molesta; Lepid. Tortr.). Le larve minano la parte terminale dei germogli e scavano gallerie nei frutti. ®Pesco per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: interventi con spinosad alla nascita delle larve. Marciume del colletto* (Phytophthora spp.; Oomycota) (®Melo). Entomosporiosi* (Diplocarpon mespili, syn. Entomosporium maculatum; Asc.). Può interessare anche pero, melo e nespolo del Giappone, ma risulta più frequente su cotogno. Colpisce le foglie (in minor misura rametti e frutti), provocando piccole e spesso numerose macchie rotondeggianti, del diametro di 2-3 mm di colore bruno-rossastro circondate da un alone giallastro. Diviene dannosa specialmente nelle zone più umide e nelle annate eccezionalmente piovose. Il fungo sverna sotto forma di micelio nelle foglie cadute a terra e nelle lesioni sui rami. La diffusione avviene tramite conidi. DIFESA: eventuali interventi con preparati cuprici o con ditiocarbammati subito dopo la fioritura. Sulle altre pomacee, l infezione viene tenuta sotto controllo con trattamenti antiticchiolatura. Mal bianco (Podosphaera leucotricha; Asc.). Colpisce il melo, pero e cotogno (®Melo). Moniliosi** (Monilinia linhartiana; Asc.). Colpisce le foglie, i germogli, i fiori e i frutti. Sulle foglie appare un area necrotica dalla nervatura principale verso il lembo; in seguito tendono a ripiegarsi e disseccare mentre nei periodi umidi possono ricoprirsi di conidi. L attacco ai giovani frutti, spesso conseguente a un infezione fiorale, provoca un marciume molle del cuore , cui fa poi seguito il completo imbrunimento e, quindi, la mummificazione del pomo. Su di essi si differenzia la forma sessuata che in primavera dà origine a nuove infezioni. DIFESA: distruzione degli organi infetti e trattamenti destinati a proteggere le piante particolarmente durante le prime fasi successive alla ripresa primaverile. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 312 5/30/18 9:09 AM C D tr g d p D V b C c r n s ( r A fi ta N fi b le e p c t c s N 2 s n o D a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini