Crespino

G 316 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ceroplaste del Giappone** (Ceroplastes japonicus; Rinc. Cocc.). una coccini- glia che infesta le foglie e, soprattutto, i rami. La femmina adulta è rotondeggiante, con rivestimento di piastre cerose di colore rosato. Compie una generazione all anno e sverna come femmina feconda. Le neanidi nascono nei mesi di giugno e luglio. DIFESA: intervento con olio bianco o con buprofezin alla nascita delle neanidi. i Litocollete con mina a placca** (Phyllonorycter corylifoliella; Lepid. Gracill.). La larva forma una mina centrata sulla nervatura della pagina superiore. ®Pero per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. d a a A M m g Tingide del pero*** (Stephanitis pyri; Rinc. Ting.). Adulti e forme giovanili vivono sulla pagina inferiore delle foglie. Con le loro punture determinano la comparsa di numerose depigmentazioni puntiformi, con conseguente bronzatura dei tessuti fogliari. La pagina inferiore delle foglie appare imbrattata da numerose goccioline dall aspetto bituminoso. ®Pero per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con etofenprox e piretro. i f M s l ta ® a D Colpo di fuoco batterico*** (Erwinia amylovora; Gracilicutes). Colpisce foglie, germo- gli, rami e frutti, con un quadro sintomatologico simile a quello rilevabile su biancospino. Per altre notizie in merito alla malattia ®Biancospino. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati per le infezioni su biancospino. c Crespino (Berberis vulgaris) Tentredine* (Arge berberidis; Imen. Arg.). La larva (15-18 mm di lunghezza, con tac- che nere disposte su 3-4 file, capo nero, addome biancastro con grossa macchia gialla laterale su ciascun segmento) compie erosioni che, partendo dal margine, interessano l intera foglia. L adulto (7-10 mm di lunghezza) è fondamentalmente blu scuro; nel maschio i tergiti addominali sono interessati, almeno in parte, da striature trasversali poco marcate. L insetto sverna come eopupa e compie 2 generazioni all anno, talora per partenogenesi arrenotoca, con adulti in maggio e agosto. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi contro le larve solo in presenza di importanti infestazioni. Mal bianco** (Erysiphe berberidis, syn. Microsphaera berberidis; Asc.). La malattia si manifesta sulle foglie con macchie farinose biancastre. La vegetazione colpita ingiallisce e dissecca. DIFESA: ricorso al trattamento con zolfo e triazoli. Ruggine** (Puccinia graminis; Bas.). un fungo con ciclo eteroico, che si svolge sul crespino e sul frumento. Sul crespino si manifesta soprattutto a livello fogliare, ma può colpire anche il calice, il peduncolo fiorale e i frutti. Soprattutto sulle prime, sulla pagina fogliare superiore forma macchie giallognole del diametro di 3-5 mm con tessuti ispessiti, nell ambito delle quali compaiono elementi puntiformi (picnidi) che rilasciano picnidiospore destinate a infettare altre piante di crespino. In corrispondenza delle suddette, sul lato inferiore, si formano minute formazioni a forma di scodella (ecidi) che rilasciano ecidiospore destinate a infettare il frumento, sul quale forma la ruggine nera . DIFESA: non necessaria. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 316 5/30/18 9:09 AM d fi in p A Metcalfa** (Metcalfa pruinosa; Rinc. Flat.). Infesta le foglie e i germogli, imbrattando la vegetazione con melata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. L insetto compie una sola generazione all anno e sverna con uova deposte nelle anfrattuosità della corteccia. DIFESA: intervento con etofenprox, piretro, ecc. b A F c ti d M z In s e l te 8 te N fe u fr s r v te d c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini