SEZIONE G

G 318 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE R Ascochitosi** (Stagonosporopsis chrysanthemi, syn. Ascochyta chrysanthemi ; Asc.). La malattia si manifesta sui fiori con fini punteggiature rossastre sui petali delle varietà con petali chiari e punteggiature brune su quelli colorati. Sugli steli le tacche sono localizzate all inserzione delle foglie. Segue un generalizzato avvizzimento vegetativo. Nell ambito delle lesioni si formano fruttificazioni picnidiche che rilasciano picnidiospore che, in presenza di umidità, germinano con temperature ottimali di 20-26 °C. Il fungo si perpetua tramite le fruttificazioni picnidiche e con fruttificazioni ascofore (periteci) sulle foglie colpite dalla malattia. DIFESA: asportazione e bruciatura delle foglie o delle piante colpite; trattamenti con sali rameici. p 2 d p o ( b d A D p o Fusariosi** (Fusarium oxysporum; Asc.). Causa ingiallimenti vegetativi, riduzioni di sviluppo e avvizzimento delle piante per infezioni a livello radicale o del colletto. Sezionando le parti colpite è rilevabile l imbrunimento dei fasci fibro-vascolari. Alla superficie delle parti infette, in presenza di elevata umidità ambientale, si differenziano fruttificazioni sporodochiali bianco-rosate. Le varietà maggiormente suscettibili sono esposte al rapido avvizzimento delle piante; quelle mediamente suscettibili mostrano piante interessate da una generale forma di ingiallimento vegetativo e hanno uno sviluppo ridotto; le piante delle varietà tolleranti mostrano solo una leggera clorosi vegetativa. Diverso è il grado di suscettibilità delle varietà nei confronti dei singoli patogeni o di entrambi. Alcune varietà (es. Mandalay, Puritan, Tuneful) risultano resistenti verso entrambe le due forme specifiche del micete. Il patogeno sopravvive nel terreno per svariati anni, come micelio sui resti vegetativi infetti oppure con clamidospore, e realizza infezioni attraverso ferite di varia origine delle radici o del colletto. Le infezioni sono favorite dalla presenza di substrati di coltivazione acidi, dagli eccessi azotati e dai ristagni idrici. DIFESA: impiego di terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; disinfezione del terreno con metam-sodio, dazomet, cloropicrina; ricorso a varietà resistenti; realizzazione di concimazioni equilibrate; rimozione degli eccessi di umidità garantendo un buon drenaggio del terreno. R d c d D S fo p b a r T Mal bianco** (Golovinomyces cichoracearum, syn. Erysiphe cichoracearum; Asc.). La g malattia si manifesta sulle foglie e sugli steli con macchie biancastre, farinose, costituite dalla vegetazione miceliale del fungo. Lo sviluppo delle infezioni è favorito negli ambienti caldo-umidi. DIFESA: impiego di varietà resistenti; interventi con zolfo e triazoli. m Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Causa macchie necrotiche sulle foglie, con sviluppo di muffa grigia costituita dalla vegetazione miceliale del fungo. Le infezioni sono favorite da persistenti condizioni di elevata umidità ambientale. DIFESA: interventi agronomici (arieggiamento delle serre, allontanamento delle piante ammalate, irrigazioni moderate); trattamenti con antibotritici. Rizottoniosi** (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Bas.). Causa una forma di marciume che interessa l apparato radicale e, soprattutto, la zona del colletto. Il fungo infetta le piante attraverso le radici e il colletto. Alla superficie delle parti colpite si differenzia un manicotto feltroso bianco-grigiastro. I crisantemi della tipologia Spider sono quelli più suscettibili. Le infezioni sono favorite dai ristagni di umidità nel substrato. Il fungo si conserva nel terreno per svariati anni (6-7 anni o più) con formazioni microscleroziali. DIFESA: utilizzo di terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; disinfezione del terreno con metam-sodio, dazomet; impiego di varietà resistenti; interventi con Trichoderma spp. e distruzione delle piante colpite. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 318 5/30/18 9:09 AM c b M fo d ti u ( n in M p b ( u s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini