SEZIONE G

C Crisantemo (Chrysanthemum spp.) Ruggine bianca*** (Puccinia horiana ; Bas.). Il patogeno (incluso nell elenco dei ). à o o. oIl ee patogeni da quarantena, di cui è vietata l introduzione in Italia secondo il D.M. 22/12/1993) causa la comparsa, sulla pagina inferiore delle foglie, di pustole rotondeggianti dall aspetto ceroso, inizialmente biancastre, quindi color nocciola. Queste pustole rilasciano elementi di propagazione (basidiospore) che, trasportati dal vento, originano nuove infezioni. Il fungo si conserva con teleutospore prodotte da pustole (teleutosori) di colore giallastro. Le suddette in primavera germinano per originare un basidio portante basidiospore destinate ad avviare le infezioni. La malattia è favorita da temperature ottimali di 17-25 °C. Caratteri di resistenza sono espressi dalle var. Alaska, Ami Colin, Bichette, Denise, Louise, Paris, Galaxy, Vibrant, Souvenir, ecc. DIFESA: arieggiamento delle serre; adozione di varietà resistenti; eliminazione delle parti o delle piante colpite; interventi, alla comparsa dei primi sintomi, con triazoli, olio di arancio dolce. di o. uo o o ieni o r ani e ia di Ruggine bruna** (Puccinia chrysanthemi; Bas.). Compare con piccole pustole (ure- dosori) color ruggine, disposte in modo concentrico sulla pagina inferiore delle foglie, che rilasciano uredospore. Le infezioni avvengono ad opera di queste ultime, favorite da elevati tassi di umidità relativa dell aria e da temperature ottimali intorno ai 15-22 °C. DIFESA: interventi con triazoli. a tti oà n n di e. G Septoriosi** (Septoria chrysanthemella; Asc.). Dall inizio dell estate si manifesta sulle foglie e sul picciolo con macchie sparse, bruno-rossastre; più tardi i tessuti fogliari colpiti diventano grigiastri, spesso si distaccano e l intera foglia dissecca e cade. Nell ambito delle lesioni si formano elementi puntiformi neri (fruttificazioni picnidiche) che a maturità lasciano fuoriuscire picnoconidi responsabili delle nuove infezioni DIFESA: ricorso ad interventi con sali di rame alla comparsa dei primi sintomi. Tracheoverticilliosi* (Verticillium dahliae e Verticillium albo-atrum; Asc.). I due pato- a e m- e eà o G 319 geni causano l avvizzimento delle piante in seguito alla necrosi dei vasi linfatici. ®Pomodoro per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati contro la malattia su pomodoro. b Maculatura batterica* (Pseudomonas cichorii; Gracilicutes). Si manifesta sulle foglie formando tacche rotondeggianti con contorno irregolare, inizialmente idropiche, quindi necrotiche. Necrosi e marciumi possono interessare anche i bottoni fiorali. La malattia si sviluppa in presenza di un andamento climatico umido e piovoso o di un elevata umidità relativa all interno delle serre. Particolarmente suscettibili sono alcune varietà (es. Bluechip, Delaware, Iceberg, Indianapolis, Shasta). Il batterio si conserva nel terreno, sui resti vegetali infetti. DIFESA: asportazione e distruzione delle parti o delle piante infette; interventi con sali rameici. Marciume molle* (Dickeia chrysanthemi ; Gracilicutes). II batterio penetra nella pianta attraverso ferite di varia origine e invade l apparato vascolare. Può colpire la base del fusto (marciume pedale) o la parte midollare del fusto e delle ramificazioni (marciume midollare), causando l avvizzimento di parte o dell intera pianta. DIFESA: utilizzo di talee non infette; soppressione delle piante colpite; ricorso ad interventi con sali di rame alla comparsa delle prime manifestazioni della malattia. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 319 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini