Cupressociparo

n si o e D Dalia (Dalia spp.) illuminazione, per cui l ambiente ideale è quello dei semenzai e dei cassoni di allevamento delle talee. ®Crisantemo per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: sono validi i provvedimenti indicati per il contenimento delle infezioni su crisantemo. f ù pn e e à, ri a e. o a a, o tnsi e nifesta con tacche grigio-giallastre, nell ambito delle quali si differenziano piccole pustole puntiformi (acervuli) di colore rosa. Le infezioni avvengono ad opera dei conidi prodotti dagli acervuli. La forma ascofora, più rara, è rappresentata da pseudoteci con collo ornato di setole, contenenti aschi con relative ascospore. DIFESA: distruzione delle foglie colpite; intervento con clortalonil alla comparsa dei primi sintomi. comunemente presente nei terricciati e nei terreni umiferi ed è in grado di attaccare l apparato radicale, causandone l annerimento e la successiva marcescenza. Per il quadro sintomatologico che determina, l alterazione è conosciuta come malattia delle radici nere . La parte aerea ingiallisce e avvizzisce. Il fungo si conserva nel terreno con formazioni macroconidiali (più propriamente clamidospore di colore scuro riunite in corte catene) e sui residui vegetali contaminati. Le infezioni trovano un optimum di sviluppo con 17-23 °C. DIFESA: rinnovo del terriccio o utilizzo di quello sterilizzato o trattato con Trichoderma spp.; moderazione delle concimazioni azotate e delle irrigazioni; interventi con propamocarb. l a di A: e Antracnosi** (Colletotrichum gloeosporioides, syn. Glomerella cingulata; Asc.). Si ma- Marciume basale** (Thielaviopsis basicola, syn. Chalara elegans; Asc.). Il patogeno è ae, s- n à e ree G 321 Rizottoniosi* (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Bas.). Causa una G forma di marciume che interessa l apparato radicale e, soprattutto, la zona del colletto. ®Crisantemo per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: impiego di terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; distruzione delle piante colpite, unitamente al terriccio che le ospita. v Ingiallimento nervale* (Rhabdovirus). caratterizzato dalla presenza di foglie malfor- i Cocciniglia cotonosa dei ginepri*** (Planococcus vovae; Rinc. Pseud.). Ha individui i Tripide del gladiolo** (Thrips simplex; Tisanott. Trip.). Le sue punture determinano la mate, contorte, con le nervature di colore rosa-giallo e nanismo della pianta che muore prematuramente. Si trasmette attraverso talee infette. DIFESA: utilizzo di talee sane. Cupressociparo (Cupressocyparis leylandii) coperti di polvere cerosa che formano ammassi sui rami e sulla vegetazione fogliare. ®Ginepro per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Dalia (Dalia spp.) comparsa di argentature dei tessuti fogliari e rotture di colore sui petali. Compie svariate generazioni partenogenetiche (fino a 6-7 all anno) e sverna con diversi stati riparati nel suolo. DIFESA: intervento con spinosad. Tripide del tabacco* (Thrips tabaci; Tisanott. Trip.). Infesta foglie e fiori causando pun- teggiature necrotiche sulle prime e macchioline decolorate sui petali. Compie più generazioni all anno e sverna con adulti riparati nel suolo. DIFESA: intervento con spinosad. Afide dei tuberi e dei bulbi conservati* (Rhopalosiphoninus latysiphon; Rinc. Afid.). Le forme attere sono gialle e caratterizzate da sifoni rigonfi. L afide infesta le radici più superficiali, moltiplicandosi con il susseguirsi di generazioni partenogenetiche. DIFESA: ricorso al trattamento con aficidi sistemici (neonicotinoidi). G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 321 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini