SEZIONE G

G 322 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE a Acaro dei bulbi** (Rhizoglyphus robini ; Acar. Acarid.). Attacca il rizoma in campo e quelli immagazzinati, soprattutto in presenza di elevata umidità ambientale, determinando processi degenerativi dei tessuti e la comparsa di marciumi. ®Gladiolo per gli aspetti morfologici, biologici e la difesa. c Fitoftora** (Phytophthora cryptogea; Oomycota). responsabile di una forma di rapido collasso vegetativo conseguente al marciume basale e delle radici. ®Aster per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati per il contenimento della malattia su Aster. f Carbone fogliare** (Entyloma dahliae; Bas.). La malattia colpisce le foglie, meno fre- fit. V d c te v M o la s M p e s s im i Marciume bianco* (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Colpisce il colletto, causandone la Marciume molle* (Dickeia chrysanthemi; Gracilicutes). responsabile di una forma di marciume molle che colpisce la base delle piante. Le infezioni sono favorite dalla presenza di lesioni di varia origine e da condizioni di elevata umidità ambientale. Il batterio si conserva nel terreno, sui residui delle piante infette. DIFESA: asportazione e distruzione delle piante colpite; interventi con sali rameici. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 322 5/30/18 9:40 AM g a d to li n c S c C fe d D Verticilliosi* (Verticillium albo-atrum; Asc.). responsabile di una forma di avvizzi- b A C marcescenza. I tessuti interessati si ricoprono di un feltro cotonoso biancastro, nell ambito del quale si differenziano masserelle nerastre (corpi scleroziali) del diametro di circa 5 mm. La malattia è favorita da notevoli ristagni di umidità e dagli eccessivi apporti azotati. DIFESA: miglioramento del drenaggio del terreno e abbassamento del livello di umidità ambientale nelle serre; riduzione degli apporti azotati; interventi con dicloran e iprodione; asportazione e distruzione delle piante colpite. mento della vegetazione conseguente alla necrosi e all occlusione dei fasci fibro-vascolari. Pomodoro per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: disinfezione del terreno con metamsodio, dazomet. ti d r d l quentemente il picciolo fogliare e gli steli. Le foglie basali sono contaminate per prime con la comparsa di tacche oleose; esse successivamente assumono un colore grigiobrunastro al centro e più scuro sul bordo, rimanendo contornate da tessuti di colore verde chiaro. Infine le macchie diventano nere e trasparenti e disseccano. Su piccioli e steli la malattia si manifesta con tacche necrotiche allungate. Molto suscettibili sono le giovani piante. Le cv. della tipologia Cactus sono quelle più suscettibili, mentre quelle della tipologia Pompons sono molto resistenti. Il fungo si conserva con spore nel suolo, sui resti vegetativi infetti, sulle pareti dei vasi che hanno ospitato piante infette, sul colletto delle piante malate e, come micelio, sulle radici tuberose. Lo sviluppo delle infezioni avviene con aria satura di umidità per un paio di giorni. DIFESA: prelevamento del materiale di moltiplicazione (tuberi e talee) da piante sane; rotazione della coltura; disinfezione del terreno con vapore surriscaldato; adozione di un adeguata spaziatura tra le piante; miglioramento dell areazione delle serre per abbassare il livello di U.R.; coltivazione di varietà resistenti; asportazione e distruzione delle parti colpite. Mal bianco** (Erysiphe betae; Asc.). Invade le foglie con la sua vegetazione miceliale bianca e dall aspetto farinoso. Nell ambito della suddetta vegetazione miceliale si differenziano corpiccioli sferoidali (cleistoteci del diametro 100-120 m) forniti di appendici microscopiche brevi e numerose. Questi organi della forma sessuata contengono 2-10 aschi che, in primavera, liberano ascospore destinate ad avviare le infezioni. Le foglie colpite disseccano DIFESA: interventi con zolfi e triazoli. M f M d d q n c

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini