Edera

oa- ). si o e ie l e oSi o niè e o, I- o li A: a o si r n n ani ar. E Edera (Hedera spp.) G 325 Nell ambito delle suddette macchie si differenziano fruttificazioni (acervuli) di colore rosa che rilasciano conidi destinati ad infettare nuove parti vegetative, con penetrazione per via stomatica o attraverso ferite. Poco frequente è la forma sessuata (G. cingulata) rappresentata da pseudoteci con collo ornato di setole, contenenti aschi con relative ascospore. DIFESA: mantenimento delle piante in ottime condizioni vegetative; asportazione e distruzione delle foglie infette; interventi alla comparsa della malattia con sali di rame e ditianon. Fusariosi* (Fusarium fujikuroi, syn. Gibberella fujikuroi; Fusarium coeruleum Asc.). Il primo patogeno causa sulle foglie più giovani piccole tacche idropiche, con successiva necrosi dei tessuti, nell ambito delle quali, in presenza di elevata umidità ambientale, si differenziano cuscinetti conidici giallo-rosa. Il secondo microrganismo si insedia nella parte basale delle foglie più vecchie per poi estendersi alla vegetazione superiore, sulle quali forma macchie brune con alone giallastro e successivo disseccamento dei tessuti colpiti. Entrambi i patogeni si conservano nel terreno e sui resti vegetali infetti. DIFESA: utilizzo di materiale da riproduzione sano; impiego di terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; distruzione delle piante colpite. Maculatura fogliare** (Coniothyrium concentricum; Asc.). Si manifesta con tacche ellittiche di colore bruno-grigiastro, bordate di bruno scuro, al centro delle quali compaiono elementi puntiformi neri (picnidi) che rilasciano picnidiospore. Queste, disseminate dalla pioggia, originano nuove infezioni. DIFESA: interventi preventivi principalmente con sali di rame; asportazione e distruzione delle foglie colpite. G Edera (Hedera spp.) Afide nero** (Aphis ederae; Rinc. Afid.). Ha individui di colore nero che infestano ger- mogli e foglie. Svolge un anolociclo monoico. DIFESA: eventuale intervento con pirimicarb o altri aficidi (neonicotinoidi). Asterolecanidi*** (Asterolecanium arabidis, A. fimbriatum; Rinc. Aster.). Le femmine sono caratterizzate da uno scudo vitreo, giallo-nocciola, subovale, con apertura posteriore e con il bordo ornato da una doppia fila di ciglia cerose. Quelle di A. arabidis presentano nella parte dorsale una cresta mediana longitudinale di setole. Esse si insediano sulle ramificazioni causando una reazione iperplastica dei tessuti, con conseguente comparsa di ingrossamenti nodosi. Le due specie compiono 2 generazioni all anno e superano l inverno con uova protette all interno del vitreo astuccio materno. Le nascite delle neanidi avvengono alla fine di aprile e in luglio. Dalle neanidi di quest ultima generazione si hanno in settembre femmine mature che, entro la fine di questo mese o di ottobre, concludono la deposizione delle uova destinate a svernare. DIFESA: eventuale intervento con clorpirifos-methyl od olio bianco alla nascita delle neanidi. Ceroplaste del Giappone** (Ceroplastes japonicus ; Rinc. Cocc.). La cocciniglia, carat- terizzata da femmine adulte rotondeggianti e con rivestimento di piastre cerose di colore rosato, infesta le foglie. Compie una generazione all anno e sverna come femmina feconda. Le neanidi nascono nei mesi di giugno e luglio. DIFESA: intervento con olio bianco o con buprofezin alla nascita delle neanidi. Cocciniglia bianca del gelso* (Pseudaulacaspis pentagona; Rinc. Diasp.). Presenta follicoli femminili rotondeggianti color nocciola e follicoli maschili allungati di colore biancastro. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 325 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini