Eleagno

G 326 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Compie 3 generazioni all anno con massime presenze di neanidi in aprile-maggio, giugno-luglio e agosto-settembre. Lo svernamento avviene con diversi stadi di sviluppo, soprattutto con femmine adulte. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco attivato con fosforganici (clorpirifos, clorpirifos-methyl, ecc.) o in luglio, contro le neanidi della II generazione, per evitare danni ai frutti, impiegando clorpirifos, clorpirifosmethyl, pyriproxyfen. i c Cocciniglia bianca dell edera** (Aspidiotus hedericola; Rinc. Diasp.). Infesta la pagina superiore delle foglie causando ingiallimenti in corrispondenza dei punti di insediamento, necrosi dei tessuti e, talora, il disseccamento delle foglie. La femmina adulta ha il corpo giallastro, protetto da un follicolo bianco con esuvie centrali o subcentrali giallastre. Il comportamento biologico è simile a quello di Aspidiotus nerii. DIFESA: eventuale intervento con olio bianco o clorpirifos-methyl. Cocciniglia bianca degli agrumi** (Aspidiotus nerii; Rinc. Diasp.). Infesta la pagina su- periore delle foglie causando danni simili a quelli prodotti da A. hedericola. La femmina ha il corpo giallo, protetto da un follicolo color nocciola chiaro con esuvie gialle leggermente eccentriche. L edera è attaccata dalla sottospecie partenogenetica unisexualis. Compie 3-5 generazioni all anno, parzialmente accavallate, ciascuna delle quali richiede un paio di mesi o anche più in funzione dell epoca stagionale e delle condizioni ambientali. Le nascite maggiori avvengono da aprile-maggio a settembre. DIFESA: come per A. hedericola. f v Tacche fogliari* (Phyllosticta spp.; Asc.). Si manifesta sulle foglie con macchie arroton- date rossastre che poi necrotizzano, al centro delle quali si differenziano punteggiature nere costituite dalle fruttificazioni agamiche del fungo (picnidi), che rilasciano picnoconidi responsabili di nuove infezioni. DIFESA: asportazione e distruzione delle foglie colpite; intervento con sali rameici. Clorosi nervale* (Ivy vein clearing virus 5 IVCV, fam. Rhabdoviridae). causata da un virus non ancora completamente caratterizzato. Si manifesta sulle foglie con ingiallimenti delle nervature e dei tessuti perinervali, particolarmente evidenti nel periodo estivo. L agente della virosi si trasmette per parti di pianta infette. Difesa: propagazione agamica di piante sane. fis Bruciature*. Ampie scottature fogliari interessano le piante esposte a sud e ubicate a ridosso di muri, in posizioni troppo soleggiate o che risentono dell azione di riverbero DIFESA: messa a dimora delle piante in posizioni non soleggiate o esposte ad azioni di riverbero. Eleagno (Elaeagnus spp.) i Afide dell eleagno** (Capitophorus elaeagni; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di colore verde pallido, con la parte anteriore dell addome interessata da due macchie di colore verde che ricordano due parentesi quadre contrapposte e la parte posteriore con due file di bande trasversali, anche queste di colore verde. Le colonie infestano la giovane vegetazione fogliare. L afide sverna con uova durevoli (almeno negli ambienti con inverno freddo) oppure si moltiplica ininterrottamente, con breve rallentamento durante il periodo invernale. DIFESA: intervento con aficidi (pirimicarb, imidacloprid, thiacloprid, acetamiprid, ecc.) solo in caso di forte presenza. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 326 5/30/18 9:40 AM i Ic b v M la p a A c d A L c m m fo in te a p C 4 lu m r a u fo s E tu b o la a r la F n r g

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini