Erica

o, po as- a aa li A: ua rs. eni e ne oe a lo e a o di e e e a ti o d, E Erba medica (Medicago sativa) G 327 Erica (Erica carnea, E. lusitanica, Calluna vulgaris) i Iceria* (Icerya purchasi; Rinc. Monofl.). Facilmente riconoscibile per il suo ovisacco c Marciume delle radici e del colletto* (Phytophthora cinnamomi; Oomycota). La ma- bianco e pluricarenato, infesta le ramificazioni causando deperimenti e disseccamenti vegetativi. ®Arancio per i caratteri morfologici, la biologia e la difesa. lattia si manifesta con l avvizzimento di parte della chioma o dell intera pianta per un processo di marcescenza che interessa il colletto e l apparato radicale. ®Azalea per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: ricorso ai provvedimenti indicati per l azalea. Erba medica (Medicago sativa) i Afide nero delle leguminose*** (Aphis craccivora; Rinc. Afid.). Di colore nerastro, le sue colonie infestano gli steli e i fiori. Molto intense sono le infestazioni sui ricacci vegetativi, dopo lo sfalcio. DIFESA: eventuale impiego di pirimicarb o imidacloprid. Apion dell erba medica e del trifoglio*** (Olotrichapion pisi 5 Apion pisi; Col. Apion.). La larva (apoda e biancastra, lunga 2 mm) mina le gemme apicali, mentre gli adulti (neri, con elitre blu metallico, lunghi circa 3 mm) sforacchiano le foglie. Gli adulti compaiono a metà marzo e le femmine depongono le uova entro pozzetti scavati con il rostro nei germogli. Le larve raggiungono la maturità in una ventina di giorni, quindi si impupano tra le foglie danneggiate per dare gli adulti in maggio. Rimasti nei medicai fino a metà giugno, in seguito si riuniscono in masse in luoghi ombreggiati (fra la vegetazione fogliare di piante arboree e di cespugli, fra erbe, nei fossi) per estivare. Ricompaiono in settembre per avviare la seconda generazione, le cui larve mature svernano fra la vegetazione disseccata per impuparsi sul finire dell inverno. DIFESA: intervento contro gli adulti con piretroidi. G Coccinella dai 24 punti** (Subcoccinella 24-punctata; Col. Coccin.). Gli adulti (lunghi 4 mm, di colore rosso-brunastro con 24 macchie nere sulle elitre) e le larve (4 mm di lunghezza, gialle, ornate di processi spinosi ramificati in numero di 6 su ciascun segmento del torace e dell addome) compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie, rispettando l epidermide opposta. Gli adulti, superato l inverno, compaiono in marzoaprile. Le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie, in gruppi di una decina di elementi. Le larve mature si impupano fissate sulla pagina inferiore delle foglie per dare adulti che originano una seconda generazione destinata a dare gli adulti svernanti in agosto. DIFESA: intervento con piretroidi. Eliotide dell erba medica* (Heliothis viriplaca; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe a ma- turità 35 mm, color verde pisello, con linea dorsale scura e altre due bande laterali biancastre) divorano le foglie. Gli adulti (30 mm di apertura alare, con ali anteriori color ocra interessate da macchie sfumate, da una banda trasversale scura e ali posteriori con larga banda marginale fenestrata e una macchia a quarto di luna con concavità volta all esterno) volano in maggio e le femmine depongono uova isolate sulla pagina inferiore delle foglie. In luglio-agosto segue una seconda generazione di larve che, raggiunta la maturità, danno crisalidi destinate a svernare. DIFESA: non necessaria. Fitodecta*** (Phytodecta fornicata; Col. Crisom.). Adulti e larve divorano la vegetazio- ne, riuscendo talora a scheletrizzarla. I primi (4-5 mm di lunghezza) hanno una livrea rossa con due macchie nere sul pronoto e altre 5 sulle elitre. Le larve (5-6 mm di lunghezza) sono tozze, di colore bianco sporco o giallastro, con capo nero e la restante G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 327 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini