SEZIONE G

G 328 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE parte del corpo fornita di numerosi tubercoli piliferi neri. L insetto sverna nel terreno allo stato adulto, depone le uova in piccoli gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve sono mature nella prima metà di maggio e si impupano nel terreno per dare i nuovi adulti dall inizio di giugno. Questi si alimentano per breve tempo e ritornano nel terreno per estivare e svernare. DIFESA: intervento con piretroidi. Fitonomo dei medicai*** (Hypera postica 5 H. variabilis ; Col. Curcul.). Le larve (lun- ghe 6-8 mm, verdi e con linea dorsale gialla) divorano la vegetazione fogliare dei germogli. Gli adulti (6-8 mm di lunghezza, bruni con pronoto interessato da tre bande longitudinali chiare, talora indistinte) compiono ampie perforazioni fogliari. Trascorso l inverno riparati nei medicai, riprendono a nutrirsi in marzo-aprile. Le femmine depongono le uova incollandole alle piante. Le larve mature compiono la metamorfosi entro un rado bozzoletto, sulle piante. I nuovi adulti compaiono in maggio e rimangono nei medicai fino all autunno, quindi si riparano per superare l inverno. DIFESA: intervento alla ripresa vegetativa con piretroidi. Misurino dei medicai** [Lycia (5 Nyssia) florentina; Lepid. Geom.]. Le larve (lunghe a maturità 3 cm, giallo-verdastre con banda laterale e punteggiature nere) divorano le foglie. Il maschio (35 mm di apertura alare) ha ali anteriori di colore grigio chiaro attraversate da tre linee di tratteggi bruni. La femmina è brachittera, nera e pelosa. All inizio della primavera, o addirittura in febbraio, la femmina viene fecondata e depone le uova sulle piante. Le larve sono attive fino alla prima metà di giugno, quindi si trasformano in crisalidi nel terreno per superare l inverno. DIFESA: intervento con piretroidi o ricorso allo sfalcio anticipato. Nottua piccola*** (Spodoptera exigua; Lepid. Nott.). Le larve riescono, periodicamen- te, a compiere spettacolari defogliazioni dei medicai. ®Bietola per i caratteri morfologici e il comportamento biologico. DIFESA: intervento con piretroidi in caso di forte presenza larvale. Punteruolo dei baccelli*** (Tychius flavus ; Col. Curcul.). La larva (apoda, perlacea, lunga fino a 3 mm) vive all interno dei baccelli per divorarne i semi. Gli adulti, di colore grigio-giallastro compaiono in maggio-giugno e bucherellano le foglie. La femmina depone, in giugno, le uova in modo isolato (una per baccello) entro un pozzetto scavato con il rostro. La larva neonata penetra in un seme per svuotarlo, quindi esce per divorarne altri, senza penetrarvi all interno. Completato lo sviluppo in una quindicina di giorni, fuoriesce per impuparsi nel suolo entro una cella terrosa. Gli adulti si formano dopo una quindicina di giorni, ma rimangono nelle loro celle fino alla tarda primavera successiva. DIFESA: eventuale intervento, prima dell apertura dei primi fiori, con deltametrina. Sitone* (Sitona lineatus, S. humeralis, Sitona hispidulus ; Col. Curcul.). Gli adulti (di colore grigio, lunghi 3,5-5 mm) compiono piccole erosioni semicircolari sul bordo delle foglie. I danni arrecati possono assumere importanza economica quando l insetto compare in gran numero nei seminati con piantine da poco emerse. Le femmine depongono le uova nel terreno e le larve si nutrono dapprima dei tubercoli batterici presenti sulle radici delle leguminose, quindi compiono erosioni sulle radici. Raggiunta la maturità in 1-2 mesi si impupano e gli adulti rimangono nei medicai fino all autunno per poi ripararsi e svernare. DIFESA: eventuale intervento con piretroidi nei medicai con piantine da poco emerse. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 328 5/30/18 9:40 AM S g lo c m n f N tr s d A m p p S M r c c M la te p c b O v te R d d s v s a S c z V in m in im

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini