SEZIONE G

E Erba medica (Medicago sativa) o e. i el nre o no ei o e e ao a n o noe a, omtdi a li o a di lo eci a o ai G 329 Sputacchina media* (Phylaenus spumarius ; Rinc. Aphr.). La forma giovanile (verdo- gnola) vive sugli steli all interno di una massa schiumosa. L adulto è lungo 5-6 mm, giallo-bruno o cenerognolo, con bande e macchie scure di diversa grandezza e variamente combinate. L insetto compie una generazione con le popolazioni maggiori durante i mesi primaverili. DIFESA: non necessaria. n Nematode dello stelo e dei bulbi*** (Ditylenchus dipsaci; Tilench. Anguin.). Vive en- f Ascochitosi* (Phoma medicaginis, syn. Ascochyta imperfecta; Asc.). Su foglie e stelo si manifesta con macchie bruno-nerastre, dapprima rotondeggianti, che poi si allargano per interessare l intero lembo, nell ambito delle quali si notano punteggiature nere. Il patogeno si conserva in inverno sui residui della coltura e infetta anche il seme. DIFESA: impiego di seme proveniente da colture sane. tro i tessuti della pianta e nei semi. Le piante attaccate hanno uno sviluppo ridotto e stentato. La sua diffusione avviene con l utilizzo di seme infestato. DIFESA: impianto del medicaio con seme non infestato. Mal del gozzo* (Physoderma alfalfae; Blastocladiomycota). Formazione di tubercoli rotondeggianti, teneri, bianchicci, localizzati alla base della pianta e sull apparato radicale. ®Barbabietola per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: distruzione delle piante colpite. G Mal vinato* (Helicobasidium purpureum, syn. Rhizoctonia violacea; Bas.). Estirpando la pianta, la radice non oppone resistenza e si presenta flaccida. Alla superficie dei tessuti si nota come una patina ragnatelosa rosso-violacea sulla quale spiccano del corpiccioli sferoidali appena visibili ad occhio nudo; da questi partono cordoni rizomorfici che si diramano nel suolo. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni e non successione alla bietola. Oidio* (Erysiphe pisi; Asc.). Su foglie, steli e a volte anche sui baccelli, forma una tenue vegetazione farinosa bianco-grigiastra; al di sotto i tessuti sono decolorati e gradualmente imbruniscono. DIFESA: ricorso allo sfalcio anticipato. Ruggine* (Uromyces striatus ; Bas.). Trattasi di una ruggine eteroica che sulle foglie della medica forma pustole gialle dalle quali fuoriesce un materiale polverulento (uredospore) e poi bruno-castano (teleutospore). Sull erba cipressina (Eupohorbia cyparissia) differenzia, all inizio della primavera, le forme picnidica ed ecidica. Le ecidiospore, veicolate dal vento, portano il ciclo fungino sulla medica. Le infezioni sulla medica si sviluppano nella tarda stagione vegetativa del medicaio. DIFESA: ricorso allo sfalcio anticipato. Stagonosporiosi* (Stagonospora sp.; Asc.). Sulle foglie determina la comparsa di tac- che ovali di colore bruno chiaro bordate di bruno e nell ambito delle quali si differenziano piccole punteggiature nere. DIFESA: impiego di seme ricavato da colture sane. Vaiolatura* (Pseudopeziza trifolii; Asc.). Si presenta sotto forma di chiazze gialle, talora interessanti l intera lamina fogliare, che diventano brune e nell ambito delle quali si formano corpi fruttiferi scuri (apoteci) che rilasciano ascospore responsabili delle nuove infezioni. DIFESA: sfalcio anticipato per evitare la caduta al suolo delle foglie infette e impedire la differenziazione dei corpi fruttiferi del fungo. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 329 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini