Evonimo

E Evonimo (Evonymus spp.) comprendenti 6-10 uova coperte di secreto bruno-nerastro. Le larve (12 mm di lunghezza, apode, di colore giallo-verdognolo con capo bruno e serie di punti sul dorso) compiono dapprima erosioni lineari rispettando l epidermide opposta per poi divorare ampie porzioni fogliari. L insetto, introdotto accidentalmente, è stato rinvenuto inizialmente nella Riviera Ligure di ponente. Compie 2 generazioni all anno. DIFESA: intervento contro gli adulti o le larve con insetticidi agenti per contatto e ingestione. Psille dell eucalipto* (Ctenarytaina eucalypti, C. spatulata; Rinc. Afal.). Entrambe di origine australiana, infestano le foglie producendo abbondanti quantità di melata e di cera e melata. Le punture operate da C. spatulata causano deformazioni fogliari e necrosi dell apice dei germogli. Svernano con adulti e compiono più generazioni all anno. DIFESA: sulle piante di interesse ornamentale eventuale ricorso al trattamento con olio bianco estivo alla nascita delle neanidi. Psilla lerp *** (Glycaspis brimblecombei; Rinc. Psill.). Originaria dell Australia, vive su Eucalyptus camaldulensis e altre specie affini infestandone le foglie e penalizzando la fioritura, con conseguenti minore bottinamento da parte delle api e riduzione della produzione di miele; inoltre, la melata bottinata dalle api modifica le qualità dei mieli monofiorali degli agrumi e di altre specie (cardo, lavanda, ecc.). Le ninfe sono ricoperte da una caratteristica formazione conica (lerp), costituita da una sostanza simile alla manna. Compie più generazioni all anno e sverna con adulti e, in minima parte, con ninfe protette dal loro lerp . DIFESA: il contenimento biologico è affidato al parassitoide Psyllaephagus bliteus ed eventuali interventi con olio bianco estivo possono essere effettuati alla nascita delle neanidi. Psilla occidentale dell eucalipto* (Blastopsylla occidentalis ; Rinc. Psill.). Originaria dell Australia, fu rinvenuta in Campania nel 2005. Infesta le foglie producendo modeste quantità di melata e di cera fioccosa. DIFESA: come per le Psille dell eucalipto. e e rnri io mi n e li g o à e na n, eo no- e li a e u- n. a e o o naà no e G 331 G Evonimo (Evonymus spp.) i Cocciniglia dell evonimo*** (Chionaspis euonymi; Rinc. Diasp.). la cocciniglia più f Mal bianco*** (Erysiphe euonymi-japonici; Asc.). Colpisce le foglie con macchie fari- v Mosaico* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). Si manifesta con macula- comune vivente sulla pianta, della quale infesta le foglie, il fusto e le sue ramificazioni, formando addirittura incrostazioni. Le femmine hanno un follicolo mitiliforme, di colore bruno scuro e lungo 2 mm, mentre il follicolo maschile è allungato, biancastro e tricarenato. L attacco determina il deperimento, l ingiallimento e il disseccamento della vegetazione. Compie 3 generazioni all anno, con nascite della prima generazione a metà maggio, e sverna come femmina matura. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin, clorpirifos-methyl, ecc. nose biancastre che si sviluppano sulla pagina superiore. Le infezioni maggiori avvengono in primavera e all inizio dell autunno, durante i periodi caldo-umidi. DIFESA: alla comparsa delle prime infezioni, interventi con zolfo e triazoli. ture clorotiche sulle foglie giovani e macchie gialle su quelle adulte, accompagnate da malformazioni della lamina. DIFESA: propagazione di piante sane. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 331 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini