SEZIONE G

G 336 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE a Ragnetto rosso comune*** (Tetranychus urticae ; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie causando depigmentazioni puntiformi con successiva necrosi dei tessuti. Compie 7-8 generazioni all anno e sverna con femmine fecondate, riparate fra la vegetazione erbacea spontanea disseccata. DIFESA: intervento con acaricidi (hexitiazox, fenpyroximate, ecc.). g Limaccia grigia*** (Deroras reticulatum ; Gast. Agriolim.). Compie erosioni fogliari, soprattutto durante periodi con persistente bagnatura della vegetazione. DIFESA: distribuzione di calce, su fascia di terreno della parte perimetrale dell appezzamento, per ostacolare l entrata dall esterno delle limacce; distribuzione di esche commerciali a base di metaldeide o fosfato di ferro; ricorso alla lotta biologica con la distribuzione di sospensioni del nematode molluschicida Phasmarhabditis hermaphrodita. c Moria delle piantine* (Pythium spp.; Oomycota). Si tratta di patogeni riferiti a diverse specie, in particolare P. debaryanum, P. ultimum, P. aphanidermum, assai polifagi che colpiscono le piantine prima dell emergenza o nelle fasi immediatamente successive e possono causare notevoli morie di piantine (®Bietola). f Alternariosi* (Alternaria spp.; Asc.). causata da diverse specie fra cui A. alternata. Attacca le piante nella fase di sviluppo avanzato, a livello sia di foglie e che di baccelli, determinando la comparsa di piccole macchie idropiche, poi bruno-rossastre. Le macchie fogliari, sviluppandosi, assumono una colorazione più scura, spesso con una zonatura concentrica e un alone clorotico, e possono portare al disseccamento e alla caduta anticipata della foglia. Anche sui baccelli le macchie accrescendosi diventano più scure e possono confluire in lesioni di maggiori dimensioni; i semi inoltre presentano spesso alterazioni del colore verso il grigio scuro. Sui tessuti colpiti si sviluppano le fruttificazioni conidiche che diffondono la malattia in presenza di elevata umidità e bagnature, assicurando anche la conservazione del patogeno sui residui colturali. DIFESA: la malattia è di norma contenuta dai trattamenti diretti verso altri patogeni. Antracnosi** (Colletotrichum lindemuthianum , syn. Glomerella lindemuthianum; Asc.). Principale malattia del fagiolo e del fagiolino, attacca tutti gli organi aerei della pianta e principalmente i baccelli. Le foglie manifestano imbrunimenti delle nervature e dei piccioli, spesso accompagnati da secchereccio della lamina; sui baccelli compaiono tacche necrotiche rotondeggianti, depresse, a contorno bruno scuro, ampie da qualche mm fino a oltre 1 cm; al centro di tali macchie sono visibili masserelle gelatinose brune, contenenti i conidi (acervuli); vengono colpiti anche i semi, su cui si sviluppano tacche circolari bruno-nerastre, circondate da un alone rosso. Il patogeno si conserva sia nel terreno sui residui colturali sia nel seme. Oltre che dai semi infetti la malattia viene diffusa dai conidi. Le condizioni favorevoli alle infezioni sono le piogge, elevate umidità e temperature intorno ai 20 °C. DIFESA: richiede innanzitutto misure preventive (impiego di seme sano o conciato con fungicidi endoterapici, rotazioni ampie, distruzione dei residui colturali); può essere integrata con l applicazione di fungicidi (es. rameici), specialmente nelle fasi vegetative iniziali e in fioritura e sulle colture da seme ®Tav. colori. Botrite*** (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea ; Asc.). La muffa grigia è in grado di attaccare tutti gli organi aerei delle leguminose: sulle foglie le lesioni si presentano in forma tondeggiante e di colore bruno, mentre sui baccelli l infezione produce marciumi e inizia solitamente dall apice; sulle aree di insediamento del fungo si sviluppa poi la caratteristica muffa grigiastra. DIFESA: evitare l eccessiva densità di semina; arieggiamento dei tunnel di coltivazione; trattamenti con rameici, pyrimethanil e fenhexamid solo in serra in condizioni di bagnatura persistenti. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 336 5/30/18 9:40 AM R p c te n s a s ta R fe p fo d 1 s s u i z e v M B m c la s s s a a M d r ti c b e s d le A v c m p D c

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini