Fava

G 338 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Fava (Vicia faba) i T n a p le in m a L n Afide della veccia** (Megura viciae ; Rinc. Afid.). Infesta la parte distale del fusto con colonie di attere che rimangono attive fino all arrivo delle prime gelate. Le forme attere sono di colore verde scuro con sifoni e codicola nerastri. Compie un olociclo monoico su fava e altre leguminose dei generi Lathyrus e Pisum. DIFESA: non necessaria. Afide nero della fava*** (Aphis fabae ; Rinc. Afid.). caratterizzato da individui di co- lore nero riuniti in colonie su foglie, stelo, fiori e baccelli. DIFESA: intervento sulle colture da orto con pirimicarb, piretro naturale, piretroidi (deltametrina, lambacialotrina, tau-fluvalinate) ed etofenprox. Cocciniglia farinosa delle leguminose e dei tronchi** (Gueriniella serratulae ; Rinc. Monofl.). Infesta lo stelo ed è riconoscibile per il corpo ricoperto di cera e fornito, nella parte posteriore, di un filamentoso budello ceroso, usato dalla cocciniglia per l allontanamento della melata. Sverna con neanidi della prima età, riunite in ammassi cotonosi localizzati sul tronco di piante arboree o sui pali tutori di legno. Dalla fine dell inverno (al sud) e fino ad aprile (al nord) le neanidi abbandonano i siti di svernamento per portarsi sulle piante di fava. Alla fine della primavera le femmine mature si trasferiscono sul tronco delle piante arboree o sui pali tutori e secernono una notevole massa di cera entro la quale, in luglio, per partenogenesi, iniziano a deporre le uova, dalle quali nascono neanidi che, senza nutrirsi, superano l inverno. DIFESA: non necessaria. Minatrice sud-americana* (Liriomyza huidobrensis ; Ditt. Agrom.). Le larve scavano mine fogliari che decorrono preferibilmente ai lati delle nervature. ®Cetriolo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: non opportuna. Minatrice fogliare* (Liriomyza congesta ; Ditt. Agrom.). Le larve scavano mine lunghe alcuni centimetri. L adulto è lungo circa 2 mm, di colore prevalentemente giallo con mesonoto nerastro. DIFESA: non opportuna. Nottua gialla** [Helicoverpa (5 Heliothis) armigera ; Lepid. Nott.]. Le larve compiono erosioni su foglie e baccelli. Le infestazioni su questa pianta sono limitate, per cui i danni sono di scarso interesse. ®Pomodoro per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: solo con forti presenze larvali interventi con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, piretroidi, etofenprox. Punteruolo degli steli della fava** (Lixus algirus ; Col. Curcul.). La larva scava una galleria nella zona midollare del fusto. L adulto è lungo 15-20 mm, di forma allungata, coperto di caduca polvere cerosa gialla. Trascorso l inverno, si alimenta compiendo erosioni fogliari. La femmina fecondata depone uova isolate entro fori effettuati con il rostro nel fusto. Le larve completano lo sviluppo in 45-50 giorni, quindi si impupano entro il fusto minato. Gli adulti compaiono in estate e compiono erosioni fogliari sulle drupacee, quindi si riparano per superare l inverno. DIFESA: non necessaria. Sitona** (Sitona lineatus ; Col. Curcul.). Gli adulti (3,5-5 mm di lunghezza) compaiono in aprile per compiere numerose e piccole erosioni semicircolari sul bordo delle foglie. Le femmine depongono le uova al piede delle piante e le larve si sviluppano in 1-2 mesi a spese dei tubercoli batterici presenti sulle radici. I nuovi adulti compaiono in luglio e con l arrivo dei freddi autunnali si rifugiano per poi ricomparire nella successiva primavera. L insetto è vettore dei virus BBSV (mosaico con imbrunimento dei semi) e BBTM (mosaico vero). DIFESA: non necessaria. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 338 5/30/18 9:40 AM c P f A n z te s fu e z p d v C n la S fo M c e m m v a e 2 d N c R c v R a c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini