9.3.6 Funghi anamorfici (gruppo informale)

G 34 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Vi sono poi specie che iniziano la loro attività patogenetica attraverso gli organi fiorali (es. Ustilago tritici e U. nuda, i cosiddetti carboni volanti ), altre attraversando tessuti embrionali (Ustilago hordei, U. avenae, i cosiddetti carboni fissi ) e altre attraverso tessuti parenchimatici adulti (Ustilago maydis). Nella classe Exobasidiomycetes si contano 6 ordini tra i quali si ricordano quello delle Exobasidiales e delle Tilletiales. Nella famiglia Exobasidiaceae il genere Exobasidium con la specie E. rhododendri, mentre nel ricco ordine Tilletiales si porta per esempio il genere Tilletia (famiglia Tilletiaceae), con circa 40 specie parassite di Graminacee, tra cui T. caries e T. secalis, agenti della carie del frumento e della segale. 9.3.6 Funghi anamorfici (gruppo informale). Questo convenzionale raggruppamento, precedentemente conosciuto come dei Deuteromiceti o funghi imperfetti , comprende funghi con micelio settato (appartenenti ai phyla Ascomycota e Basidiomycota), classificati sulla base della morfologia della propria forma asessuata. Qui sono attualmente raggruppate tutte le forme asessuate, da quelle delle quali è nota la forma sessuata fino a quelle in cui la forma asessuata è ancora l unica conosciuta. Certamente l attuale tendenza della tassonomia è quella di riportare il solo nome della forma sessuata (presente negli Ascomiceti e Basidiomiceti) quando il collegamento tra essa e quella agamica è dimostrato ed eventualmente citare quest ultima solo se è ancora molto più nota della corrispondente sessuata. Ciononostante esistono ancora specie per le quali la relazione non è stata trovata oppure il fungo ha perso nel corso dell evoluzione la capacità di incrocio sessuale e quindi possono essere citate e riconosciute esclusivamente attraverso la forma asessuata. Tre sono i gruppi morfologici riconosciuti e che in passato erano noti come classi: Hyphomycetes (con micelio che porta conidi su ife separate o in aggregazioni di ife e comunque non all interno di strutture organizzate); Agonomycetes (con micelio sterile che può però produrre clamidospore, sclerozi o altre strutture vegetative); Coelomycetes (producono conidi all interno di picnidi, acervuli e strutture simili). Negli Hyphomycetes i conidiofori sono sempre liberi, di solito isolati, ma a volte appaiono riuniti in piccoli gruppi o in fasci colonnari eretti (coremi) oppure sono portati da tubercoli stromatici (sporodochi). Numerosissimi sono i generi e quindi ne saranno ricordati solo alcuni. Il genere Aspergillus è ricchissimo di specie (es. A. glaucus la cui forma sessuata è Eurotium herbarium; A. nidulans collegato alla forma ascofora di Emericella nidulans) come quello di Alternaria che causa macchie necrotiche sulla superficie esterna degli organi verdi di molte piante, avvizzimenti e marciumi. Il genere annovera specie parassite di piante diverse (canna da zucchero, sorgo, fico, tabacco, peperone, gelso, cacao, ecc.), mentre si comporta più da saprofita che da parassita sulle foglie di alcune piante ornamentali (ibisco, magnolia, clarkia) e sui semi di spinacio e barbabietola, provocandone lo scolorimento. Tra le specie più importanti vi sono: A. tenuis, responsabile dell annerimento della spiga e delle cariossidi di cereali; A. solani, parassita delle Solanacee, che causa seccume nella patata e necrosi del colletto del pomodoro; A. brassicae, parassita del cavolo (macchie fogliari) e di altre Crucifere (marciume nero del cavolfiore). Tutto il genere è stato collegato a un poco noto genere Lewia (Ascomycota) che costituirebbe la forma sessuata, ma che non consente al momento, se citato da solo, di identificare l importante e diffuso genere Alternaria. Un altro notissimo genere è quello altamente polifago di Botrytis, la cui specie più nota è la B. cinerea che attacca numerose piante ornamentali, orticole e fruttifere G01_1_Fitopatologia.indd 34 15/06/18 09:23 e d d a ta a n e a te d d ( P m le r p ( c g ( e c e tr te d s c v a c p s p in te p d s tu ( p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini