Felce

a li o e. a oa ci a F Fico (Ficus carica) ppt Orobanche (Orobanche crenata; Scrof. Orob.). Vive fissata sulla parte epigea della pianta ospite, dalla quale succhia la linfa per il suo sviluppo. DIFESA: lotta agronomica con arature profonde, estirpazione delle infiorescenze e avvicendamento delle colture con piante trappola che ne limitano la diffusione. Può essere contenuta in natura da antagonisti come l afide Aphis maydis, le larve di Phytomyza orobanchiae e alcuni funghi come Urocystis orobanchiae, Colletotricum lagenarium e Fusarium solani. Felce (Asplenium nidus) i li ul ni. ), eti s o, Il di e e e a e ua s. ae e si Cocciniglia bianca dell aspidistra* (Pinnaspis aspidistrae ; Rinc. Diasp.). Ha femmine con il corpo piriforme, giallo limone, protetto da un follicolo allungato, bruno, uniforme e con esuvie più chiare. Infesta il fusto e le foglie causando ingiallimenti e deperimenti vegetativi. Svolge più generazioni all anno e sverna in differenti stadi di sviluppo. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Cocciniglia emisferica* (Saissetia coffeae ; Rinc. Cocc.). Di forma emisferica più o meno regolare, di colore bruno-rossastro e con diametro di 3-4 mm, infesta la pagina inferiore delle foglie. Compie 1-2 generazioni all anno all aperto e fino a 4-5 in serra, moltiplicandosi per partenogenesi e deponendo 200-2.500 uova. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. ta ). e o. a ti el G 341 Fico (Ficus carica) i G Bostrico* (Sinoxylon sex-dentatum ; Col. Bostr.). Le larve scavano gallerie nell interno dei rami, parallele al loro asse. L attacco è reso evidente dalla presenza di fori rotondi del diametro di alcuni millimetri. All inizio della primavera la femmina penetra all ascella delle gemme per scavare una galleria ad anello, nella quale depone le uova. Le larve raggiungono la maturità in giugno-luglio per poi compiere la metamorfosi e dare gli adulti. Questi fuoriescono per breve tempo per poi rifugiarsi in fori (covacci) scavati nei rami oppure rimangono nelle loro celle d impupamento fino alla primavera successiva. DIFESA: eliminazione dei rami deperiti, suscettibili di attacco, e di quelli infestati. Ceroplaste del fico** (Ceroplastes rusci ; Rinc. Cocc.). La femmina (5 3 3 mm) ha un rivestimento ceroso diviso in piastre (una dorsale, grande e scudiforme, accompagnata da 8 piastre marginali più piccole) che ricorda l aspetto di una testuggine. Il maschio è caratterizzato da un follicolo, i cui margini sono forniti di 15 raggi cerosi. La cocciniglia infesta i rametti, rivestendoli talora con manicotti di individui, colonizza le foglie e produce melata che consente lo sviluppo della fumaggine. Sverna con femmine della III età, femmine immature, preninfe, ninfe e maschi. Compie 1-2 generazioni all anno. Le femmine fecondate depongono circa un migliaio di uova sotto il proprio corpo. DIFESA: intervento con olio bianco dopo la caduta delle foglie o alla nascita delle neanidi. Cicalina del fico** (Fycocyba ficaria ; Rinc. Cidadell.). Sulle foglie, le sue punture causano la comparsa di numerose punteggiature clorotiche. L adulto è una cicalina di colore giallognolo, lunga 3-3,5 mm, presente sul fico da maggio a ottobre, svolgendo su questa pianta 2 generazioni. In autunno la cicalina si porta sulle piante di Lonicera per deporre, entro le nervature fogliari, uova destinate a superare l inverno. Su questa pianta svolge la prima generazione per poi migrare sul fico. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con piretro in caso di forti infestazioni. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 341 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini