SEZIONE G

G 342 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cocciniglia bassa degli agrumi* (Coccus hesperidum ; Rinc. Cocc.). La cocciniglia (corpo ovale e appiattito con il dorso reticolato e una taglia di 3-4 3 2-3 mm) infesta la pagina inferiore delle foglie e produce melata che consente lo sviluppo di fumaggine. Compie 2-3 generazioni all anno. La sua presenza sul fico è occasionale. DIFESA: non necessaria. Esperofane cinerino* (Hesperophanes cinereus ; Col. Ceramb.). Le larve (bianche, apode, con protorace più largo della restante parte del corpo, lunghe a completo sviluppo mm 25) scavano gallerie nella parte midollare dei rami del diametro di 1-3 cm. Gli adulti (15-25 mm di lunghezza, bruno-rossastri con tomentosità grigio-giallastra) sono presenti da luglio a tutto agosto. Le femmine depongono le uova in modo isolato o in gruppetti nelle anfrattuosità corticali. Nei rami con legno ancora fresco le larve raggiungono la maturità in autunno per poi compiere la metamorfosi in primavera, mentre nel legno già secco impiegano due anni. DIFESA: come per l esperofane cinerino, asportazione e distruzione dei rami deperiti o infestati. Esperofane grigio* (Hesperophanes griseus ; Col. Ceramb.). Le larve (simili a quelle dell affine H. cinereus) scavano gallerie nella parte midollare dei rami del diametro di 1-3 cm. Gli adulti (15-25 mm di lunghezza) sono di colore bruno-rossiccio con pubescenza grigio-giallastra. Essi compaiono in luglio-agosto e non si nutrono. Le femmine depongono le uova, in modo isolato, nelle anfrattuosità corticali. Le larve completano lo sviluppo nella successiva primavera, per poi compiere la metamorfosi entro una cella sottocorticale. DIFESA: come per l esperofane cinerino. Ipoboro* (Hypoborus ficus ; Col. Scol.). Attacca i rami formando un sistema di gallerie sottocorticali che intaccano anche il legno, rappresentate da gallerie trasversali materne a due bracci dalle quali si dipartono piccole gallerie larvali, diritte e perpendicolari alle prime. Gli adulti (lunghi 1-1,5 m) sono di colore bruno scuro, tranne le antenne e le zampe che sono rossastre. Compie 2 o più generazioni all anno in funzione dell area geografica, con adulti che sciamano aprendosi piccoli fori rotondi nella corteccia. DIFESA: soppressione dei rami infestati e di quelli deperiti. Metcalfa* (Metcalfa pruinosa ; Rinc. Flat.). L insetto vive sulla pagina inferiore imbrattandola con secrezioni cerose e melata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. ®Acero per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con etofenprox contro le forme giovanili. Mitilococco del fico** (Mytilococcus conchiformis ; Rinc. Diasp.). Questa cocciniglia è caratterizzata da femmine con corpo piriforme e violetto, protetto da un follicolo mitiliforme, mentre il maschio (attero) sguscia da un follicolo simile a quello femminile, ma più piccolo. Il diaspino invade rami, foglie e siconi. La cocciniglia compie una sola generazione all anno. Le femmine fecondate della forma conchiformis (svernanti sui rami) in primavera depongono alcune decine di uova dalle quali nascono neanidi che in parte rimangono sui rami; molte si trasferiscono su foglie e fichi originando la f. minima, caratterizzata da femmine con differenti particolarità anatomiche e con il follicolo interessato da diverse strozzature. Con la caduta delle foglie, le femmine della f. minima vanno perdute. DIFESA: eventuale intervento con olio bianco a fine inverno, solo in caso di forte infestazione. Mosca mediterranea* (Ceratitis capitata ; Ditt. Tefrit.). Le larve (apode, biancastre, microcefale) invadono la polpa, causando in disfacimento dei siconi. Gli attacchi interessano prevalentemente le produzioni delle regioni meridionali. ®Arancio per i caratteri G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 342 5/30/18 9:40 AM d tr c r tr M lu m a h p p 6 L te z c M c p in fe P fo p c a n n n c d P lu g n c n s d T g s s s m

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini