SEZIONE G

ra e . oo ti nta o e e di ee o a e rri e a I- t- o n- a o ia ti di a il a o, isri F Fico (Ficus carica) G 343 della mosca e gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso alla cattura degli adulti con bottiglietrappola, trappole cromotropiche innescate con trimedlure; trattamento, a grosse gocce, di porzioni della chioma, con esche proteiche avvelenate con piretro od etofenprox; ricorso al sistema attract and kill basato sull impiego di trappole (Decis Trap) con attrattivo proteico e con coperchio impregnato internamente di deltametrina. Mosca nera del fico** (Silba adipata ; Ditt. Lonch.). Le larve (bianche, di forma conica, lunghe fino a 8 mm) scavano gallerie nei fichi immaturi e causano l imbrunimento e la marcescenza del cuore dei fichi maturi. Gli adulti (neri, lunghi 2,5-4 mm) compaiono all inizio della primavera e dalle uova deposte sotto le squame ombelicali dei fioroni si hanno larve che scavano gallerie nella polpa bianca dei siconi. Raggiunta la maturità in poco più di tre settimane, le larve fuoriescono e si lasciano cadere al suolo per impuparsi e dare gli adulti dopo circa 12 giorni. Nel corso della stagione si susseguono fino a 6 generazioni, con larve che in estate completano lo sviluppo in appena una settimana. Lo svernamento nelle regioni meridionali avviene allo stato adulto, mentre in quelle settentrionali avviene con pupari. DIFESA: abbassamento della popolazione con la dislocazione, su parti soleggiate della chioma, di fasci esca di rametti, trattati settimanalmente con proteine idrolizzate avvelenate con deltametrina, con rinnovo ogni 15 giorni. Moscerino asiatico della frutta* (Drosophila suzukii ; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per i caratteri e gli aspetti biologici. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola riempite in parte con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna o con trappole commerciali innescate con attrattivo specifico; sfruttamento dell attività di preparati (piretro, etofenprox) utilizzati per combattere altri insetti contemporaneamente presenti. Psilla del fico** (Homotoma ficus ; Rinc. Omotom.). Invade la pagina inferiore delle foglie, imbrattandola con granuli cerosi sferoidali. Le forme giovanili sono appiattite, pelose, di colore verde azzurro; gli adulti sono caratterizzati da forme cromatiche di colore verde e bruno-rossastro, entrambe con nervature rossicce annerite all apice, antenne relativamente grosse ornate di setole. Compie una generazione all anno e sverna con uova deposte sulle gemme o nelle adiacenti screpolature corticali. Le neanidi nascono in maggio e durante i primi due stadi rimangono riparate sotto le perule per nutrirsi degli abbozzi fogliari, quindi invadono la pagina inferiore delle foglie. Gli adulti compaiono in giugno e rimangono in attività fino all autunno per poi accoppiarsi e deporre le uova svernanti. DIFESA: non necessaria. G Punteruolo o Curculionide del fico*** (Aclees sp.; Col. Curcul.). Le larve (15 mm di lunghezza, apode, di colore bianco, con capo castano) scavano gallerie al colletto e nelle grosse radici. Gli adulti sono neri, delle dimensioni di 15-16 mm. Compie 1-2 generazioni all anno, con adulti presenti da giugno a settembre e deposizione delle uova entro nicchie scavate nei tessuti corticali del colletto e delle grosse radici. Lo svernamento avviene allo stato larvale. I danni sono temibili soprattutto per le piante in vivaio. DIFESA: non sono disponibili preparati autorizzati, ma nei confronti delle larve si dimostra attiva la distribuzione nel terreno di nematodi entomopatogeni (Heterorhabditis bacteriophora). Tignola del fico*** (Choreutis nemorana ; Lepid. Coreut.). Le larve (di colore verdegiallastro con serie di macchie nere e capo color miele) compiono erosioni sulla pagina superiore delle foglie, protette sotto una bianca trama sericea, e anche profonde erosioni sui frutti. L adulto (15 mm di apertura alare) ha ali color nocciola, con due bande trasversali color cenere, l esterna delle quali più larga. La larva matura ripiega una porzione del margine fogliare e si tesse un bozzolo sericeo bianco candido, entro il quale si incrisalida. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 343 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini