Filodendro

G 346 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Filodendro (Philodendron spp.) i D L fi n c Cocciniglia farinosa* (Planococcus citri ; Rinc. Pseud.). Le femmine sono rivestite di cera farinosa e fornite di 36 raggi cerosi periferici, dei quali i due caudali sono lunghi non oltre il doppio dei restanti. Le infestazioni sono accompagnate da melata che consente lo sviluppo di fumaggine. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: ripulitura delle parti infestate e intervento con buprofezin o con thiamethoxam alla comparsa delle infestazioni. G c d Cotonello longispino*** (Pseudococcus longispinus ; Rinc. Pseud.). Le femmine sono si- mili nell aspetto a quelle di P. citri, ma hanno i due raggi cerosi caudali alquanto lunghi. La cocciniglia causa ingiallimenti vegetativi e imbratta la pianta di melata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: come per Planococcus citri. M ti in D Finocchio (Foeniculum vulgare) i Afide giallastro delle ombrellifere* (Cavariella aegopodi ; Rinc. Afid.). un afide di M colore verde con un evidente processo sopracaudale digitiforme. Infesta le ramificazioni, sulle quali forma manicotti di individui. Sverna con uova durevoli sui salici, sui quali svolge anche la prima parte del ciclo, per poi migrare in estate sul finocchio. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento aficida con pirimicarb, azadiractina e piretroidi (deltametrina, tau-fluvalinate, lambdacialotrina, ecc.). d D B M z a a S p Afide nero della fava* (Aphis fabae ; Rinc. Afid.). Le colonie sono facilmente indivi- duabili per il colore nero degli afidi. Le infestazioni sulle piante sono caratterizzate per lo più da colonie isolate e poco numerose per cui i danni arrecati sono di trascurabile interesse. DIFESA: non necessaria. Afidi verdi del finocchio* (Hyadaphis foeniculi, Dysaphis foeniculus ; Rinc. Afid.). P Il primo è verde con sifoni cilindrici o rigonfi, più lunghi della codicola; il secondo è verde con tubercoli dorsali. H. foeniculi è a comportamento olociclico dioico, con piante di lonicera come ospiti primari; D. foeniculus è invece anolociclico. DIFESA: eventuale intervento alla comparsa delle infestazioni con i preparati indicati per Cavariella aegopodi. g S le v g Agrotidi o nottue terricole*** (Agrotis ipsilon, A. segetum ; Lepid. Nott.). Le larve, color grigio piombo, divorano la parte interrata della pianta, poco sotto il colletto. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento con piretroidi alla comparsa dei primi danni. Calcidide dei semi*** (Systole albipennis ; Imen. Eurit.). Gli adulti depongono uova singole entro i semi appena formati. La larva divora l endosperma e l embrione, per poi impuparsi in sito e dare l adulto che fuoriesce aprendosi un foro circolare. In un anno compie almeno 2 generazioni e sverna allo stato di larva o di pupa nei semi infestati. I danni possono rivelarsi di notevole entità sulle linee ibride, sulle quali possono raggiungere anche il 70%. DIFESA: ricorso a precoci trapianti primaverili invece della semina diretta; eventuali interventi in prefioritura e dopo la prima raccolta delle ombrelle con azadiractina, piretro. Clorissa* (Chlorissa pulmentaria ; Lepid. Geom.). Le larve (verdi con sole due paia di pseudozampe all estremità addominale) si mimetizzano facilmente con le ramificazioni delle ombrelle, sulle quali si mantengono aggrappate con le sole pseudozampe, mantenendo ben disteso il corpo. Compie 2 generazioni all anno, con voli in aprile-maggio e in luglio-agosto, e sverna allo stato di crisalide. DIFESA: non necessaria. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 346 5/30/18 9:40 AM T g n d m n M c M a ® o s g r s n

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini