SEZIONE G

F Finocchio (Foeniculum vulgare) Depressarie delle ombrellifere** (Depressaria marcella, D. nervosa, D. chaerophylli ; Lepid. Depress.). Le larve (lunghe fino a 20 mm, di colore verde-giallastro) divorano i fiori, legandoli con fili sericei. Le diverse specie compiono una sola generazione all anno e svernano con adulti in luoghi riparati. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con piretroidi o con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. di n o ni. Grafosoma* (Graphosoma lineatum italicum ; Rinc. Pentat.). L insetto (rosso porpora con bande longitudinali nere) infesta le infiorescenze delle piante portaseme succhiando gli acheni, senza peraltro arrecare apprezzabili danni. DIFESA: non necessaria. ia p. Macaone* (Papilio machaon ; Lepid. Papil.). La larva (verde con una fascia nera e pun- ti rossi su ciascun segmento) vive in modo isolato, compiendo danni di irrilevante interesse. Il lepidottero compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide. DIFESA: assolutamente ingiustificata. di aui o. i- Mamestra* (Mamestra brassicae ; Lepid. Nott.). Le larve compiono erosioni a carico della vegetazione epigea. ®Bietola per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi (deltametrina, lambdacialotrina, ecc.), azadiractina, Bacillus thuringiensis var. kurstak e aizawai. Miridi* (Lygus kalmi, L. rugulipennis; Rinc. Mir.). I due insetti pungono le ramifica- zioni causando l ingiallimento e la morte della vegetazione sovrastante. Gli attacchi avvengono alla fine dell estate e all inizio dell autunno. I due insetti svernano allo stato adulto, in luoghi riparati. Compiono, rispettivamente, 1 e 2 generazioni all anno. DIFESA: eventuale intervento, in caso di attacco precoce su giovani piante, con l impiego di piretroidi (deltametrina, lambdacialotrina, ecc.). ir e ). rdi ni. giallo con grossi punti neri, attaccano le infiorescenze, imbrigliandole con fili sericei. Sverna come larva protetta all interno di un bozzolo sericeo, alla superficie del suolo o leggermente interrata, fra resti vegetali disseccati. Compie 2 generazioni all anno con voli in maggio e all inizio di agosto. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstak e aizawai. r Tortrice del finocchio* (Epinotia thapsiana ; Lepid. Tortr.). Le larve (lunghe 10-12 mm, grigio-verdastre all inizio e rosa carne a maturità) danneggiano le infiorescenze e i semi, nonché la base delle lacinie fogliari e la parte corticale delle ramificazioni. Compie diverse generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide entro un bozzolo tessuto in mezzo alle parti danneggiate. DIFESA: non necessaria. ei di ni ee G Piralide delle infiorescenze* (Sitochroa palealis ; Lepid. Cramb.). Le larve, di colore a a oi o I na n G 347 n Meloidogine* (Meloidogyne sp.; Tilench. Eterod.). Determina la comparsa di nodosità c Moria delle piantine* (Pythium spp.; Oomycota). Il patogeno si diffonde a mezzo di zo- a carico delle radici, colpendo preferibilmente le piante coltivate in terreni sabbiosi. ®Pomodoro per gli aspetti biologici e la difesa. ospore, che provocano l infezione primaria originando un micelio che produce successivamente rami sporangiofori in grado di reinfettare la stessa pianta, sia come sporangi germinanti sia come zoospore rilasciate dagli sporangi; il ciclo biologico prevede una riproduzione sessuata a mezzo di anteridi e oogoni che si formano a livello del terreno sui residui vegetali. I danni sono da temersi nei semenzai: le piantine attaccate mostrano sintomi di necrosi a livello del colletto/radici e quindi si afflosciano con sfaldamento G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 347 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini