SEZIONE G

G 350 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE di marzo e, raggiunta la maturità in maggio, estivano per poi incrisalidarsi e dare gli adulti in autunno. Gli attacchi della nottua interessano soprattutto le colture in serra. DIFESA: interventi con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, azadiractina. Aleirodide delle serre** (Trialeurodes vaporariorum ; Rinc. Aleirod.). Gli adulti sono di colore bianco candido, coperti di polvere cerosa. Le forme giovanili sono immobili, ovali e con il bordo ciliato. L aleirodide infesta la pagina inferiore delle colture in serra e sulla sua melata si sviluppa talora un abbondante fumaggine. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso alla lotta biologica con lanci di Encarsia formosa e interventi con azadiractina. Altica* (Haltica oleracea ; Col. Crisom.). Gli adulti (3 mm di lunghezza, di colore blu metallico, con femori posteriori ingrossati atti al salto) compiono perforazioni fogliari e piccole erosioni sui frutti maturi. Svolge 3 generazioni all anno e sverna con adulti riparati alla superficie del suolo, in mezzo ai detriti vegetali. DIFESA: eventuale intervento con deltametrina. Ancilis* (Ancylis comptana ; Lepid. Tortr.). Le larve (lunghe 11-12 mm, di colore gialloverde con capo, scudo protoracico e placca anale bruni) compiono erosioni fogliari, dopo avere ripiegato il lembo a metà, lungo la nervatura mediana. Sverna come larva matura, imbozzolata fra le foglie, per poi incrisalidarsi all inizio della primavera. Compie 4 generazioni all anno con voli da fine marzo a metà aprile, da fine maggio a metà giugno, nella seconda metà di luglio, quindi dalla metà di agosto a quella di settembre. DIFESA: interventi con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai o con azadiractina. Apatele* (Apatele rumicis ; Lepid. Nott.). Le larve (pelose, aranciate, con tacche e punti di colore ruggine e nero) compiono erosioni fogliari. Svolge 3 generazioni all anno e sverna nel terreno allo stato di crisalide. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai o con azadiractina. Carabidi* (Harpalus pubescens ; Pterostichus sp.; Col. Carab.). Gli adulti di Harpalus pubescens asportano gli acheni, dopo aver compiuto una serie di erosioni nella polpa, per poi spaccarli e divorarne il contenuto. Gli adulti di Pterostichus sp. compiono invece profonde erosioni nella polpa delle fragole mature. I danni interessano saltuariamente le colture in serra. DIFESA: ricorso alla cattura con trappole a caduta (vasetti o bicchieri interrati fino all orlo) riempite con acqua e aceto. Cenorrinco* [Neocoenorrhinus (5 Coenorrhinus) germanicus ; Col. Attel.]. Gli adulti (piccoli curculionidi di colore blu-verdastro) sforacchiano le foglie con il lembo ancora arrotolato. Le femmine depongono le uova entro i piccioli fogliari, incidendoli poco sotto il punto di ovodeposizione e causando in tal modo l avvizzimento della parte distale. Le larve minano il picciolo fogliare e dopo 2-4 settimane si portano nel terreno per compiere la metamorfosi e dare i nuovi adulti dopo 2-3 settimane; questi rimangono in diapausa fino alla primavera successiva. DIFESA: non necessaria. C r e a v tu r a c d w C g s s d a fi d E in to s d s c G d te fo d m e p M le t s v p Cicalina* (Empoasca decedens ; Rinc. Cidadell.). Compie punture sulle foglie delle N piante trapiantate in estate causando deformazioni e ingiallimenti del lembo. Svolge più generazioni all anno e sverna allo stato adulto su piante erbacee e arbustive sempreverdi. DIFESA: intervento sulle giovani piante dei nuovi impianti estivi impiegando piretroidi ed etofenprox. la s tr to G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 350 5/30/18 9:40 AM

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini