SEZIONE G

G 354 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Alternariosi* (Alternaria spp.; Asc.). La malattia si manifesta sulle coltivazioni lesionate da fattori abiotici o biotici in forma di alterazioni sui frutti, con comparsa di muffa di colore nero con tonalità verdastre; si tratta di infezioni considerate secondarie, essendo il fungo in questo caso assimilabile a un patogeno da ferità. DIFESA: non sono previsti specifici interventi. Antracnosi*** (Colletotrichum acutatum, C. fragariae, C. dematium ; Asc.). I sintomi compaiono sui frutti ancora verdi in forma di depressioni tondeggianti, dapprima brune poi nere; le parti di tessuto infetto disseccano e si distaccano. Sulle foglie si hanno tacche rotondeggianti e scure con alone giallastro; le necrosi possono estendersi causando il disseccamento della parte aerea; sono osservabili anche danni al colletto (C. acutatum). La malattia ha un optimum termico intorno ai 25 °C, ma può manifestarsi a partire dai 15 °C. L inoculo è costituito da materiale propagativo infetto (piante frigoconservate) e/o dai propaguli presenti nel terreno, e la diffusione delle spore avviene grazie al vento, ma anche per via antropica con le operazioni di raccolta. Il fungo si conserva allo stato miceliale sui resti vegetali e sulle piante frigoconservate. La penetrazione avviene attraverso il colletto. DIFESA: impiego di cultivar poco sensibili e provenienti da vivai controllati; buone pratiche agronomiche con avvicendamento colturale, regolazione dell aerazione delle serre ed esclusione dell irrigazione per aspersione; trattamenti a fine estate-inizio autunno con sali rameici e, durante il periodo fiorale, con prodotti efficaci anche contro la botrite (es. fludioxonil 1 cyprodinil, boscalid 1 pyraclostrobin). Maculatura rosso-bruna* (Diplocarpon earlianum ; Asc.). La malattia provoca maculature fogliari, inizialmente piccole e di color porpora, successivamente in estensione di colore scuro. Le infezioni si verificano con maggiore probabilità quando il fogliame è giovane e sono strettamente legate all intensità delle piogge primaverili o della tarda estate-autunno: la malattia si sviluppa entro un intervallo di temperatura relativamente ampio, ma per l avvio dell infezione occorrono almeno 6-9 ore di continua bagnatura. DIFESA: impiego di cultivar resistenti; trattamenti con sali rameici. Maculatura zonata* (Gnomoniopsis comari, syn. G. fragariae ; Asc.). La malattia è generalmente considerata di secondaria importanza in quanto si manifesta su foglie in fase di invecchiamento; tuttavia si possono verificare attacchi più seri su talune varietà; in caso di inoculo elevato i sintomi possono comparire sui frutti con alterazioni di colore a partire dalla zona calicina. DIFESA: la lotta chimica è assicurata dai prodotti utilizzati per altre malattie, per esempio alla ripresa vegetativa, con azoxystrobin o myclobutanil per contenere il mal bianco. Mal bianco** (Podosphaera aphanis, syn. Sphaerotheca macularis; Asc.). Di norma colpisce le foglie, causando macchie ricoperte di un feltro biancastro polveroso dapprima sulla pagina inferiore, successivamente anche sulla pagina superiore. Col tempo i bordi delle foglie infette si incurvano verso l alto e sulla lamina compaiono macchie rossastre, particolarmente evidenti in autunno. Possono essere colpiti anche i fiori e i frutti su cui si può osservare la solita efflorescenza biancastra. L attacco ai frutti ne impedisce la regolare maturazione. DIFESA: basata su applicazioni di zolfo, quinoxyfen, olio di arancio dolce, bicarbonato di potassio, azoxystrobin, bupirimate, penconazole, ecc. Mal dello sclerozio* (Athelia rolfsii, syn. Sclerotium rolfsii ; Bas.). I sintomi della malattia possono comparire su diversi organi della pianta con uccisione delle gemme ascellari e mancato sviluppo delle gemme avventizie; l intera pianta può collassare, con marciume di colletto e radici, dove si sviluppa il micelio fungino di colore bianco e G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 354 5/30/18 9:40 AM d s g M m il p p p d M s c D a r r p b ( R d fu tr p ti R B d r tr V c c p in tà p fo s tr V p L c n

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini