SEZIONE G

G 356 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE è tra i 21 e i 24 °C. DIFESA: impiego di varietà resistenti o tolleranti; disinfezione del terreno, distribuzione nel terreno di funghi antagonisti (Trichoderma spp.). b Maculatura angolare** (Xanthomonas fragariae; Gracilicutes). osservabile sulle foglie con le maculature idropiche poligonali delimitate dalle nervature secondarie. Inizialmente sono visibili solo sulla pagina inferiore dove, in condizioni di elevata umidità, si possono manifestare gli essudati batterici, in seguito appaiono anche su quella superiore con maculature brunastre. possibile che si verifichino improvvisi avvizzimenti dovuti all invasione dei tessuti vascolari. Il batterio si diffonde a partire dai residui fogliari e dalle infezioni della corona presenti sugli stoloni. Vie di penetrazione sono gli stomi e le ferite. In condizioni termiche favorevoli (temperature medie di 20 °C) e presenza di acqua di pioggia o irrigua, la malattia può diventare molto grave. DIFESA: risulta essenziale l utilizzo di materiale di propagazione sano. Applicazioni con prodotti rameici possono essere effettuate soprattutto nei vivai a partire da fine estate. Seccume fogliare* (Xanthomonas arboricola pv. fragariae; Gracilicutes). Sulle foglie appaiono macchiettature puntiformi rosso-brune che poi confluiscono e causano necrosi. La malattia si evidenzia in tarda estate-autunno e la penetrazione avviene tramite stomi, idatodi e ferite. DIFESA: utilizzazione di materiale di propagazione sano, ricorso a fertilizzazioni bilanciate e somministrazioni irrigue per scorrimento. Per il contenimento si consiglia di intervenire con prodotti rameici. ftpl. ftpl Giallume**(Candidatus Phytoplasma solani; Mollicutes). Si manifesta nel corso dell estate con una colorazione rosso-violacea delle foglie adulte, mentre quelle giovani sono meno sviluppate del normale, clorotiche e con il picciolo corto. Nel complesso le singole foglioline presentano i margini rivolti verso l alto. I fiori presentano virescenza e fillodia dei petali, accompagnate da sterilità più o meno completa degli elementi seminali; la produzione è limitata a pochi frutti deformi che rimangono verdi. Le piante infette presentano un accentuata riduzione di sviluppo. Per gli aspetti epidemiologici del fitoplasma ®Stolbur del pomodoro. DIFESA: sono utili le pratiche descritte per la virosi seguente e per lo stolbur del pomodoro. v Arricciamento fogliare** (Strawberry crinkle virus 5 SCV, gen. Cytorhabdovirus). Le foglie delle varietà sensibili evidenziano areole clorotiche accompagnate da increspature, bollosità e raggrinzimento della lamina; le piante sviluppano in modo stentato. SCV è specifico del genere Fragaria; in campo è trasmesso in modo persistente da afidi del genere Chaetosiphon. DIFESA: dato che i virus della fragola si trasmettono con la propagazione vegetativa di piante infette, si deve intervenire, anzittutto, con la messa a dimora di piantine certificate virus esenti. Inoltre, per evitare i danni provocati dalle infezioni diffuse in campo da afidi, è consigliabile il rinnovo annuale degli impianti. Ingiallimento leggero del bordo* (Strawberry mild yellow edge virus 5 SMYEV, gen. Potexvirus). caratterizzato dal ripiegamento verso l alto e da una colorazione verdechiaro dei tessuti della parte esterna delle foglie giovani. I sintomi dell ingiallimento sono aggravati dalla presenza nella stessa pianta del virus della maculatura fogliare della fragola (®di seguito). Anche SMYEV, specifico del genere Fragaria, in campo è diffuso in modo persistente da afidi del genere Chaetosiphon. DIFESA: sono utili le pratiche suggerite per la virosi precedente. Maculatura fogliare** (Strawbewrry mottle virus 5 SMV, fam. Secoviridae). SMV infetta la maggior parte delle varietà commerciali di fragola in forma latente; solo i ceppi più G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 356 5/30/18 9:40 AM v s e m i A G li p F s to C r p C è e n F n c Il e d r la m a s c s D fe M ( p D P n c 2 c s

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini