Frassino

F Frassino (Fraxinus excelsior) el oià, enui o e A: ti e ee o i- eo e a ee ci a e uV di a a e n. eo a o e a ù G 357 virulenti possono causare riduzioni di sviluppo e di produzione. Si tratta di un virus, specifico del genere Fragaria, diffuso in modo semipersistente da afidi dei generi Chaetosiphon e Aphis. DIFESA: le misure consigliate sono le stesse suggerite per l arricciamento fogliare della rosacea. Frassino (Fraxinus excelsior) i Afidi pemfigidi del frassino** (Prociphilus fraxini, Prociphilus bumeliae ; Rinc. Afid.). Gli afidi colonizzano le giovani foglie portando alla formazione di nidi fogliari. Quelli prodotti da P. fraxini sono più compatti e di maggiori dimensioni rispetto ai nidi prodotti da P. bumeliae. Entrambe le specie svernano con uova durevoli deposte su Fraxinus excelsior, sul quale svolgono la prima parte del ciclo. In seguito forme alate trasferiscono le infestazioni sulle radici di Abies spp. e in autunno il ciclo si chiude con il ritorno sull ospite primario e la deposizione delle uova durevoli. DIFESA: non necessaria. Cantaride** (Lytta vesicatoria ; Col. Mel.). Gli adulti (di colore verde metallico) divo- rano la vegetazione fogliare, riuscendo talora a scheletrizzare l intera chioma. ®Olivo per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi. Cotonello dell acero** (Phenacoccus aceris ; Rinc. Pseud.). La femmina (lunga 4-5 mm) è di colore giallo-aranciato e presenta brevissimi raggi cerosi. Si riproduce per anfigonia e in maggio secerne un appariscente ovisacco ceroso, con successiva nascita delle neanidi in giugno. DIFESA: non opportuna per la scarsa importanza dei danni. G Fleotribo* (Phloeotribus scarabaeoides ; Col. Scol.). L adulto compie piccole escavazio- ni all ascella dei rametti, mentre le larve scavano gallerie sottocorticali. ®Olivo per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Ilesino del frassino* (Leperisinus varius 5 L. fraxini ; Col. Scol.). Gli adulti (bruni con elitre macchiate di bianco, lunghi 2,5-3,5 mm) compiono corte escavazioni all ascella dei rametti. Quelli svernanti si riuniscono per scavare corte gallerie nella corteccia dei rami causando la reazione dei tessuti e la formazione di escrescenze (rose corticali). Le larve scavano gallerie individuali sottocorticali, lunghe 2-4 cm e perpendicolari a quelle materne. In primavera le femmine scavano, nei rami deperiti di più anni, gallerie materne a due bracci, lunghe 6-10 cm, entro le quali depongono le uova. Le larve, completato lo sviluppo, si impupano per dare gli adulti che fuoriescono in estate lasciando la corteccia crivellata di piccoli fori. Con l approssimarsi dell inverno, gli adulti si riuniscono e scavano gallerie sottocorticali di svernamento causando la comparsa di rose corticali . DIFESA: asportazione dei rami deperiti; dislocazione di fasci di rami esca per attirare le femmine ovideponenti e loro distruzione con il fuoco prima della sciamatura degli adulti. Minatrice delle foglie* (Caloptilia syringella ; Lepid. Gracill.). Le larve formano mine (stigmato-pticonomi), per poi arrotolare una porzione del lembo fogliare. Il microlepidottero compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nel terreno. DIFESA: non necessaria. Psille del frassino** (Psyllopsis fraxini, Psyllopsis fraxinicola ; Rinc. Psill.). Su Fraxi- nus excelsior la prima causa l accartocciamento del margine fogliare, con conseguente comparsa di una pseudogalla, i cui tessuti si colorano di rosso o di giallo. Compie 2 generazioni all anno. P. fraxinicola infesta preferibilmente la pagina superiore, senza causare accartocciamenti fogliari, ma produce abbondante melata. Entrambe le specie svernano con adulti riparati sulla pianta. DIFESA: non necessaria. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 357 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini