Fresia

F Fresia (Freesia efracta) n ui li n o, r di o eti e a c- e ne a b a, asi al ti di oi si uoe a ni e e i. DIFESA: eliminazione delle parti colpite evitando l introduzione, nelle aree ancora indenni, di piante provenienti da zone dove è stata accertata la presenza del patogeno. Ticchiolatura* (Venturia fraxini ; Asc.). Si manifesta in primavera con macchie di colore verde scuro che si estendono dal margine verso l interno della pagina fogliare. In corrispondenza delle macchie compare una muffa vellutata di colore grigio-violaceo. Le foglie colpite disseccano e cadono. Le infezioni sono favorite nelle annate con andamento stagionale particolarmente piovoso. Il patogeno sverna con pseudoteci nelle foglie infette cadute al suolo. I danni arrecati sono di scarso interesse. DIFESA: non necessaria. Cancro batterico** (Pseudomonas savastanoi pv. fraxini; Gracilicutes). Sulla corteccia dei rametti forma cancri corticali di varia ampiezza contornati da un cercine rugoso, sovente ben sviluppato e formante una massa tumorale. Il batterio penetra nei tessuti attraverso ferite causate dalla potatura, dalla grandine e dal gelo. Le infezioni possono assumere carattere sistemico in quanto il batterio viene trasportato nelle varie parti della pianta attraverso la corrente linfatica. DIFESA: disinfezione con ipoclorito di sodio, sali quaternari d ammonio e benzalconio degli arnesi da taglio usati per la potatura; disinfezione delle ferite da taglio e trattamenti dopo le grandinate e le gelate invernali utilizzando sali rameici. Fresia (Freesia efracta) i e n ). o di n- G 359 f Afide delle solanacee* (Aulacorthum solani ; Rinc. Afid.). Le forme attere (verdi, con sifo- ni interessati distalmente da un accenno di reticolatura, orlati e anneriti all apice) e le forme alate (verdi con addome interessato da bande parallele subtrapezoidali slerotizzate) infestano l apparato fogliare. probabilmente a comportamento olociclico, ma frequentemente le sue colonie, seppur ridotte, si rinvengono anche in inverno. DIFESA: eventuale intervento con imidacloprid, thiamethoxam, thiacloprid, acetamiprid, pirimicarb, azadiractina. Afide dei bulbi del tulipano* (Dysaphis tulipae ; Rinc. Afid.). un afide coperto di polvere cerosa. Infesta bulbi, foglie e scapi fiorali. a comportamento anolociclico e svolge diverse generazioni all anno. DIFESA: come per Aulacorthum solani. Nottua pronuba* (Noctua pronuba ; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe fino a 5 cm, colore giallo-nocciola con due file di macchie nere allungate) compiono erosioni fogliari. ®Garofano per i restanti caratteri morfologici e per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, piretroidi, azadiractina, ecc. Eterosporiosi* (Davidiella macrospora, ex Heterosporium gracile ; Asc.). Sulle foglie causa la comparsa di piccole tacche allungate del diametro massimo di circa 10 mm, inizialmente traslucide, quindi grigie con un largo bordo bruno-rossastro. Al centro delle lesioni si differenziano fruttificazioni picnidiche puntiformi e nere che rilasciano picnoconidi responsabili di nuove infezioni. I tessuti colpiti si lacerano e il lembo fogliare dissecca. DIFESA: interventi con sali rameici. Fusariosi* (Fusarium oxysporum; Asc.). causa di un marciume secco della parte ipogea, al quale si accompagna un ingiallimento fogliare. Il fungo si conserva nel terreno per diversi anni e penetra nelle piante attraverso le radici. DIFESA: sterilizzazione del terreno con vapore surriscaldato, metam-sodio, dazomet; impiego di varietà resistenti; distruzione delle piante colpite. Marciume secco* (Stromatinia gladioli ; Asc.). Causa inizialmente l ingiallimento delle foglie basali e la comparsa di tacche brune al loro punto d inserzione. I germogli sono interessati da necrosi vascolari, spesso accompagnate da processi di disidratazione G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 359 G 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini