Frumento

G 360 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE e mummificazione dei tessuti colpiti. Il fungo sviluppa uno stroma miceliale sottocuticolare dal quale emergono apoteci caliciformi allungati, nei quali si trovano inseriti aschi claviformi che liberano ascospore destinate ad avviare nuove infezioni. DIFESA: estirpazione e distruzione delle piante infette con il terriccio che le ospita; ricorso ad ampie rotazioni con piante non suscettibili; adozione di una giusta densità d impianto; trattamenti con sali rameici. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea ; Asc.). Causa la compar- sa di macchie marcescenti sulle foglie, i cui tessuti corrispondenti si ricoprono di muffa grigia. Le infezioni avvengono in presenza di elevati tassi di umidità ambientale: DIFESA: arieggiamento delle serre per abbassare il tasso di U.R.; asportazione e distruzione delle foglie infette; interventi con antibotritici. b v Batteriosi* (Pseudomonas marginalis; Gracilicutes). Colpisce i bulbi e, meno frequen- temente, le foglie. Sui primi porta alla comparsa di piccole tacche rotondeggianti, di diametro fino a 1 cm, inizialmente di colore giallastro e con aspetto idropico. In seguito le tacche assumono una colorazione nerastra, con bordi leggermente in rilievo. Le suddette tacche si screpolano e lasciano fuoriuscire un essudato batterico mucillaginoso. Sulle foglie causa la comparsa di maculature rossastre che si evolvono in tacche necrotiche con bordo scuro. Le infezioni si diffondono essenzialmente attraverso l impiego di bulbi infetti. Il batterio può conservarsi nel terreno anche per un anno. DIFESA: impiego di materiale di moltiplicazione sano; distruzione delle piante colpite. Mosaico* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Le piante infette presentano uno sviluppo inferiore a quelle sane, foglie malformate e screziature dei fiori. L agente del mosaico si trasmette tramite bulbi infetti e afidi in modo non persistente. DIFESA: propagazione di bulbo-tuberi sani e distruzione delle piante sintomatiche. Mosaico comune* (Freesia mosaic virus 5 FreMV, gen. Potyvirus). Si manifesta con leggere decolorazioni dei petali, maggiormente evidenti nelle varietà colorate, deformazioni e aborto dei bottoni fiorali, striature decolorate sulle foglie accompagnate, talora, da increspatura del lembo. FreMV in natura infetta anche l astroemeria; è trasmesso da afidi in modo non persistente. DIFESA: valgono le misure esposte per la virosi precedente. Mosaico giallo* (Bean yellow mosaic virus 5 BYMV, gen. Potyvirus). I sintomi sono rap- presentati da ingiallimento, maculature o necrosi rosso-brune sulle foglie, malformazioni degli steli fiorali e dei fiori, striature decolorate dei petali, aree necrotiche sui cormi. La produzione di infiorescenze e di fiori nelle infiorescenze è ridotta. BYMV in natura è diffuso da afidi in modo non persistente. DIFESA: sono utili le pratiche suggerite per il mosaico. Frumento (Triticum vulgare, T. durum) i Afide verde delle graminacee** (Schizaphis graminum ; Rinc. Afid.). un afide di co- lore verde intenso che vive, oltre che sui cereali, anche su svariate graminacee prative. Svolge un olociclo monoico, ma negli ambienti con inverno mite sopravvive con ridotte popolazioni di virgonopare attere. DIFESA: come per Rhopalosiphum padi. Afide verde del mais*** (Rhopalosiphum padi ; Rinc. Afid.). una specie con individui di colore verde scuro che infesta foglie e spighe. Sopravvive in inverno anche a basse temperature ed è vettore di virosi del frumento. DIFESA: intervento con piretroidi in autunno o all inizio della primavera, soprattutto per ostacolare la diffusione in campo delle virosi. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 360 5/30/18 9:40 AM A r d d o c c A c 9 le ( s A a r m tr g e I C L g e c d s d s s C g e d d to o D C p p n L a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini