SEZIONE G

oni. a; à ra Ee ndi o do. oo A: ei. e. n re, aa pni a uo. oe. t- di mo i. F Frumento (Triticum vulgare, T. durum) G 361 Afide verde maggiore della rosa** (Metopolophium dirhodum ; Rinc. Afid.). ca- ratterizzato da forme alate di colore verde-giallo pallido con il dorso interessato da placche laterali sclerotizzate, mentre le forme attere sono giallo-biancastre. A differenza delle altre specie viventi sul frumento, infesta solo il culmo e le foglie. vettore del virus del giallume nanizzante dell orzo. Svolge un olociclo eteroico con ospiti primari rappresenti da piante di Rosa spp., mentre gli ospiti secondari sono i cereali e graminacee foraggere e prative. Negli ambienti con inverno mite può svernare con forme attere sugli ospiti erbacei. DIFESA: come per Rhopalosiphum padi. Afidone delle graminacee*** (Sitobium avenae ; Rinc. Afid.). Di colore giallo-verdastro con sifoni lunghi e neri, infesta foglie e spighe causando perdite produttive che, con 9 afidi/spiga, si aggirano intorno al 7%. Sverna in genere come uovo durevole; nelle regioni con inverno mite svolge un anolociclo. DIFESA: intervento con piretroidi (es. deltametrina e fluvalinate) o con pirimicarb con infestazioni di almeno 7-8 afidi/ spiga sull 80-90% delle piante. Agromize* (Agromyza ambigua, A. mobilis ; Ditt., Agrom.). Gli adulti sono neri, lunghi appena 5-6 mm. Le femmine lesionano con l ovopositore i tessuti fogliari per poi lambire, insieme ai maschi, i succhi cellulari, indispensabili per il raggiungimento della loro maturità sessuale. Compiono entrambe una generazione all anno con volo degli adulti tra la fine di marzo e la metà di aprile. Le larve minano la parte terminale del lembo fogliare e completano lo sviluppo in circa una settimana per poi lasciarsi cadere al suolo e impuparsi. L inverno viene trascorso con pupari interrati nel suolo a poca profondità. I danni arrecati sono di scarso interesse. DIFESA: non opportuna. Calandra del grano*** (Sitophilus granarius ; Col. Drioft.). Infesta il grano in magazzino. L insetto è simile all affine S. oryzae, ma è di taglia maggiore (3-5 mm) e non vola. Si distingue da quest ultimo per il protorace interessato da grossi e radi punti infossati a contorno ellittico. Gli adulti vivono 12-15 mesi e le femmine depongono le uova entro fori scavati con il rostro nelle cariossidi. La larva divora l interno della cariosside, a maturità si impupa dall interno della suddetta e il nuovo adulto fuoriesce aprendosi un foro. In un anno si susseguono 2-3 generazioni con un optimum di sviluppo intorno ai 30°C, un minimo termico di 12-15°C e un massimo di 31°C. DIFESA: trattamento della massa immagazzinata con fosfina; trattamento con formulazioni specifiche di deltametrina del cereale al momento dello stoccaggio o trattamento di superficie della massa immagazzinata e già fumigata con fosfina. Calandra del riso*** (Sitophilus oryzae ; Col. Drioft.). Infesta il grano stoccato in magazzino. L insetto vola e si distingue dall affine S. oryzae per la taglia inferiore (2-3 mm) e per il protorace interessato da fitti punti infossati a contorno rotondo. Le femmine depongono le uova entro escavazioni praticate con il rostro nelle cariossidi. La larva divora la parte interna della cariosside e a maturità si impupa in sito per poi dare l adulto che fuoriesce aprendosi un foro. In un anno si susseguono 3-4 generazioni con un optimum di sviluppo intorno ai 28 °C, un minimo di 12-15 °C e un massimo di 34 °C. DIFESA: come per Sitophilus granarius. Cappuccino dei cereali o rizoperta*** (Rhyzopertha dominica ; Col. Bostr.). l insetto più temibile e distruttivo del cereale immagazzinato. L adulto, bruno-rossastro con capo piccolo e nascosto dal primo segmento toracico, misura 2,5-3 mm di lunghezza. Le femmine depongono le uova entro fori praticati nelle cariossidi o alla superficie delle suddette. Le larve si sviluppano all interno del seme, svuotandolo interamente. Compie 4-5 generazioni all anno, con un optimum termico intorno ai 34°C. DIFESA: come per Sitophilus granarius. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 361 G 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini