SEZIONE G

G 362 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cecidomia delle spighe* (Contarinia tritici ; Ditt. Cecid.). Le larve (gialle, apode, fusiformi e microcefale) infestano l interno delle spighette e danneggiano le cariossidi in formazione impedendone il regolare sviluppo e danneggiandone il potere germinativo. Gli adulti compaiono all epoca della spigatura e le femmine inseriscono gruppetti di uova entro le glume. Le larve completano lo sviluppo in 1-3 settimane per poi fuoriuscire e lasciarsi cadere al suolo. Trascorso l inverno, interrate a circa 30 cm di profondità, compiono la metamorfosi nella primavera successiva. DIFESA: non necessaria. Cecidomia distruttrice del grano* (Mayetiola destructor ; Ditt. Cecid.). Le larve (lunghe 4 mm, apode, fusiformi, di colore bianco giallastro) si insediano nella parte basale del culmo, sotto le guaine, causando con la loro attività e l attacco enzimatico il rigonfiamento dei tessuti, l ingiallimento delle piante e perfino la loro morte. Gli adulti sono lunghi 4-5 mm, con capo e torace neri, addome grigio con sfumature rossastre. Le femmine depongono le uova lungo i solchi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve neonate migrano verso il colletto e iniziano la loro attività sotto la guaina, all altezza di un nodo, e completato lo sviluppo si impupano in sito. Annualmente compie in genere 2-3 generazioni, ma in zone favorevoli tale numero può elevarsi fino a 6. DIFESA: interventi agronomici (normale rotazione della coltura, posticipazione delle semine, profondo interramento delle stoppie). Cecidomia equestre** (Haplodiplosis marginata 5 H. equestris ; Ditt. Cecid.). Le larve si insediano fra la guaina e il culmo, determinando su quest ultimo la formazione di depressioni a sella. . Gli adulti compaiono nel periodo aprile-giugno, quando le piante hanno terminato la levata e sono prossime all emissione della spiga. Le femmine depongono le uova alla base dell ultima foglia, in gruppi comprendenti fino ad una quarantina di elementi. Le larve mature abbandonano il culmo e si lasciano cadere al suolo, quindi si interrano a qualche centimetro di profondità all interno di una celletta, quindi attendono in diapausa la successiva primavera per impuparsi. Frequentemente le larve possono trascorrere due inverni in diapausa. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni e a profonde arature. Cefo* (Cephus pygmaeus ; Imen. Cef.). La larva (apoda, bianco-giallognola con capo bru- no, lunga 12-14 mm a completo sviluppo) scava una galleria discendente nel culmo, raggiungendo la base di questo e causando l anticipata maturazione della spiga e l allettamento della pianta. Gli adulti (10-12 mm di lunghezza, neri ma con l addome interessato da bande trasversali gialle) compaiono in giugno e depongono l uovo entro il culmo, poco sotto la spiga che si appresta ad uscire dalla guaina. La larva mina il culmo ed entro la sua base, raggiunta la maturità, si chiude in un bozzolo per estivare e passare l inverno. La metamorfosi avviene nella successiva primavera e l adulto fuoriesce aprendosi un foro nel culmo disseccato. DIFESA: interramento delle stoppie con profonda aratura. Cicalina striata dei cereali** (Psammotettix striatus ; Rinc. Cicadell.). una cicalina lunga 2-3 mm con ali interessate da nervature bianco-giallastre e celle bordate di scuro all interno. Compie 2-3 generazioni all anno e sverna allo stato adulto. Non arreca danni diretti, ma è vettrice di virosi dei cereali. DIFESA: riduzione della popolazione attraverso il trattamento realizzato con piretroidi in autunno contro gli afidi. Cimice dei cereali*** (Eurygaster maura ; Rinc. Scutell.). Come Aelia rostrata, com- pie punture sulle spighe, in seguito alle quali le cariossidi divengono inadatte alla panificazione e alla produzione di paste alimentari. Gli adulti (di forma ovale, lunghi circa 1 cm, color castano, con ampio scutello interessato su ciascun angolo posteriore da una macchia dentiforme bianca) svernano riparati alla superficie del suolo, G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 362 5/30/18 9:40 AM fu d d v C g G u a p le n D C 6 d c d to d d s p n v d d z E to c n r F tu p p a b u G v m s n a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini