SEZIONE G

in o. di ià, 4 o, ei m, o o o e o. si so o di si o ae. uo, ao o, o o. o a o ni r- ma hi eo, F Frumento (Triticum vulgare, T. durum) G 363 fuoriescono in aprile-maggio e si accoppiano per deporre le uova sulla pagina inferiore delle foglie, meno frequentemente sulle spighe, in ovature comprendenti 14 elementi disposti su 2-3 file. I nuovi adulti compaiono intorno alla metà di giugno. DIFESA: intervento con piretroidi (es. deltametrina, tau-fluvalinate). Cimice rostrata*** (Aelia rostrata ; Rinc. Pentat.). Compie punture sulle spighe in seguito alle quali le cariossidi divengono inadatte alla panificazione e alla pastificazione. Gli adulti (9-12 mm di lunghezza, fondamentalmente giallastri con capo triangolare e una macchia cuneiforme bruna divisa a metà che si estende dalla sommità del capo al bordo del protorace) trascorrono l inverno riparati fra i cespugli o in altri ricoveri presenti alla superficie del suolo. In aprile-maggio invadono le coltivazioni, deponendo le uova sulle foglie, formando ovature composte da 12 elementi disposti su due file. I nuovi adulti compaiono in giugno e si riscontrano spesso in mezzo al cereale trebbiato. DIFESA: come per Eurygaster maura. Cloropo* (Chlorops pumilionis ; Ditt. Clorop.). La larva (di colore verde chiaro, lunga 6-8 mm) scava un solco discendente sull ultimo internodo per cui la spiga si libera con difficoltà dalla guaina e rimane rachitica. Gli adulti (4,5 mm di lunghezza, gallo-aranciato con l addome interessato da bande trasversali brunastre) volano in maggio e la femmina depone le uova incollandole all ultima foglia. La larva si dirige verso la ligula, penetra sotto la guaina, scende lungo il rachide della spiga e scava inizialmente una mina sottoepidermica nell ultimo internodo del culmo per giungere fino all ultimo nodo. L epidermide del tratto eroso si lacera e la larva continua a nutrirsi della linfa che fuoriesce dai tessuti sotto lo stimolo salivare dell insetto. Raggiunta la maturità, le larve si impupano in sito per dare gli adulti tra la metà di giugno e quella di luglio. Questi iniziano l ovodeposizione solo in settembre-ottobre. Segue una seconda generazione, che si svolge sui seminativi precoci e su Agropyrum repens, le cui larve completano lo sviluppo prima dell arrivo del freddo invernale per poi compiere la metamorfosi in primavera. In altri casi gli adulti del secondo volo si accoppiano subito per cui alla seconda generazione ne segue una terza con larve svernanti. DIFESA: contenimento degli attacchi attraverso semine ritardate. Elateridi* (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputator, A. obscurus., ecc.; Col. Elater.). Le larve (di colore giallo lucente e con tegumento coriaceo) compiono erosioni sull apparato radicale causando fallanze nelle coltivazioni. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso a semine tardive affinché le piante riescano a svilupparsi dopo che le larve si sono approfondite nel terreno. Falsa tignola del grano*** (Nemapogon granella ; Lepid. Tin.). Gli adulti (15 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori di colore grigio chiaro con macchie nere, mentre quelle posteriori sono bianco crema. Le larve (di colore giallo paglierino, lunghe 8-10 mm) compiono erosioni sull esterno delle cariossidi immagazzinate, divorando il germe e la massa amidacea. Alla superficie della massa della granella le larve tessono una ragnatela sericea biancastra. La tignola compie fino a 4 generazioni all anno con cicli della durata minima di una quarantina di giorni nelle migliori condizioni. DIFESA: come per Sitophilus granarius. Grande maggiolino di S. Giovanni* (Amphimallon solstitialis ; Col. Scarab.). Le larve danneggiano le radici causando notevoli fallanze nei seminativi. Esse sono di tipo melolontoide, lunghe fino a 25 mm; l apertura anale è costituita da tre fessure disposte a stella, mentre la parte ventrale dell ultimo segmento presenta 24-30 corte spine regolarmente impiantate su doppia fila. L insetto compie una generazione ogni 2 anni con adulti che compaiono in giugno. Le infestazioni si riscontrano con maggior G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 363 G 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini