SEZIONE G

G 364 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE frequenza nei seminativi che seguono il prato o il medicaio. DIFESA: ricorso alla rottura del prato o del medicaio in estate. Lema** (Oulema melanopa ; Col. Crisom.). Le larve (4-5 mm di lunghezza, giallo ocra, con capo bruno, coperte di secrezione mucosa) compiono erosioni lineari sulle foglie. Gli adulti sono lunghi 4-5 mm, con protorace e zampe di colore giallo-rossastro ed elitre blu. L insetto compie una sola generazione all anno e sverna allo stato adulto. DIFESA: intervento con piretroidi solo in presenza di forti infestazioni. Maggiolino* (Melolontha melolontha ; Col. Scarab.). Le larve danneggiano le radici cau- sando la morte delle piante. Esse sono di tipo melolontoide, lunghe fino a 45 mm, con apertura anale a forma di accento circonflesso molto aperto e la parte ventrale dell ultimo segmento interessata da due file di spine parallele (40-50 per parte). Gli adulti compaiono in maggio e dopo essersi alimentati nei boschi, su latifoglie, si portano nei prati per deporre le uova. Le larve nascono in giugno e trascorrono l inverno al secondo stadio di sviluppo. Nell estate e nell autunno del secondo anno sono particolarmente attive per poi svernare al III stadio di sviluppo dopo essersi approfondite fino ad 80 cm. Nella primavera del terzo anno compiono la metamorfosi per originare gli adulti in agosto. Questi fuoriescono dal terreno solo nella primavera del quarto anno. DIFESA: come per Amphimallon solstitialis. Mosca frit* (Oscinella frit ; Ditt. Clorop.). Le larve (4-4,5 mm di lunghezza) si insediano nella parte centrale della pianta causando il disseccamento della foglia centrale. Le piante con 1-2 foglie muoiono. Le altre sviluppano culmi secondari con conseguenti ritardi vegetativi e penalizzazioni produttive. La mosca compie più generazioni all anno (generalmente 3), con larve dell ultima che si sviluppano inizialmente su graminacee spontanee o sulle piante di grano nate nelle stoppie e che, rimanendo vitali dopo la loro soppressione con le lavorazioni, attaccano poi le piante di grano delle semine precoci. DIFESA: lavorazione precoce dei terreni da investire con il cereale e realizzazione di semine tardive. Piccolo maggiolino di S. Giovanni* (Rhizotrogus aestivus ; Col. Scarab.). Le larve dan- neggiano le radici causando notevoli fallanze nei seminativi. Esse sono di tipo melolontoide, lunghe fino a 22 mm; presentano la fessura anale a forma di Y e la parte ventrale dell ultimo urite interessata da due file longitudinali di spine, delle quali quelle più vicine all ano sono più lunghe delle altre. L insetto compie una generazione ogni 3 anni con due inverni trascorsi come larva ed uno come adulto che si forma in estate ma fuoriesce solo nella primavera del quarto anno. Le infestazioni si riscontrano con maggior frequenza nei seminativi che seguono il prato o il medicaio. DIFESA: come per Amphimallon solstitialis. Struggigrano** (Tenebrioides mauritanicus ; Col. Tenebr.). Gli adulti (6-8 mm di lun- ghezza, di colore bruno-nerastro) si nutrono abitualmente di altri insetti che vivono nella massa immagazzinata e riescono a vivere anche un paio di anni. Le larve prediligono le cariossidi lesionate in occasione della trebbiatura o danneggiate da altri insetti. In condizioni normali le larve raggiungono la maturità in 7-8 mesi e si scende a poco meno di 50 giorni con temperature di 28 °C. DIFESA: disinfestazione come per Sitophilus granarius. Tentredine* (Dolerus gonager ; Imen. Tentred.). Le larve (lunghe fino a 2 cm, di co- lore giallo) compiono erosioni sul margine delle foglie più alte della pianta. Gli adulti compaiono in maggio e le femmine depongono le uova inserendole nei tessuti fogliari. A maturità le larve si interrano fino ad una trentina di centimetri di profondità e trascorrono l inverno in diapausa per poi compiere la metamorfosi nella successiva G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 364 5/30/18 9:40 AM p ti T ( n fr in D T te e a ( tr l T g ta a a g r tr T n in c m d a fe e z T H s n s c L v s p r s r

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini