SEZIONE G

G 366 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Trogoderma dei cereali*** (Trogoderma granarium ; Col. Derm.). Le larve, bruno-rossicce con il corpo ornato di setole, nelle prime età si nutrono di cariossidi rotte, per poi attaccare negli stadi successivi anche quelle integre, sulle quali compiono profonde erosioni. Gli adulti si nutrono invece soprattutto di detriti. Il ciclo dell insetto è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali. Con 30 °C sono richiesti mediamente 30-40 giorni. DIFESA: disinfestazione in magazzino con fosfina. Vera tignola del grano*** (Sitotroga cerealella ; Lepid. Gelech.). Gli adulti (10-15 mm di apertura alare ed ali anteriori giallastre con due macchie puntiformi scure, poco visibili) compaiono in maggio e depongono le uova sulle spighe. La larva neonata penetra nella cariosside attraverso il solco o dall apice piumato e, divorandone la massa amidacea, finisce per svuotarla. Raggiunta la maturità, fuoriesce dalle cariossidi trasportate in magazzino aprendosi un foro rotondo e si incrisalida entro un rado bozzoletto sericeo. In magazzino si susseguono diverse generazioni, influenzate dal grado di umidità della granella e dalla temperatura. Alle infestazioni della tignola si associano popolazioni dell acaro Pediculoides ventricosus, predatore delle larve del lepidottero e in grado di causare fastidiose dermatiti al personale in occasione della movimentazione del cereale. DIFESA: come per Sitophilus granarius. Zabro gobbo* (Zabrus tenebrioides ; Col. Carab.). Le larve (lunghe fino a 30 mm, bian- castre con capo bruno e una tacca bruna dorsale su ciascun segmento) afferrano e sfilacciano le foglie basali, costituendo con i loro resti piccole matasse alla base del culmo. Gli adulti (neri, lunghi 12-18 mm) compiono erosioni sulle cariossidi in via di maturazione. L insetto compie una generazione all anno con adulti che compaiono in giugno. All inizio dell autunno nascono le larve dalle uova deposte nel terreno, nel quale le larve vivono e risalgono alla base del culmo con una galleria per afferrare e divorare le foglie più vicine al suolo. In maggio raggiungono la maturità per poi impuparsi a 15-20 cm di profondità e dare gli adulti. DIFESA: intervento localizzato sulle aree infestate con piretroidi (es. deltametrina). a g c Acaro bruno del grano** (Petrobia latens ; Acar. Tetranich.). Trattasi di un acaro bruno lucente (600 micron di lunghezza) che attacca le foglie vicine al suolo e con le sue punture sottrae linfa e pigmenti clorofilliani conferendo alle suddette una colorazione bronzea. Le femmine, partenogenetiche, depongono, fissandole al terreno, due tipi di uova: le une rosso mattone e munite di un peduncolo apicale, le altre sormontate da una sorta di cappuccio biancastro costituito da sostanze di riserva. Le prime sono destinate a schiudersi in breve tempo, le seconde attraversano un lungo periodo di quiescenza. In un anno si susseguono più generazioni con cicli della durata di poco inferiore al mese. DIFESA: non necessaria. Limaccia grigia*** (Deroceras reticulatum ; Gast. Agriolim.). Attacca i semi in germinazione e le giovani piante, danneggiando soprattutto i bordi delle coltivazioni, specialmente quelli vicini ai fossi inerbiti. DIFESA: distribuzione, sul terreno, di esche commerciali a base di metaldeide o distribuzione di polvere di calce spenta sulla fascia perimetrale dell appezzamento. Marciume pedale* (Pythium spp.; Oomycota). Si manifesta con macchie brune, al- lungate, localizzate alla base del culmo, particolarmente negli internodi. In seguito, centralmente, si differenzia una leggera muffa bianca, costituita dalla vegetazione miceliale. DIFESA: interventi agronomici e impiego di seme conciato. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 366 5/30/18 9:40 AM f C u Q d s a c li te r s e a C s e s le l la b ( c c C a c c te D C ( M d n c r p b r

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini