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G 372 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mosaico striato* (Wheat streak mosaic virus 5 WSMV, gen. Tritimovirus). Si evidenzia sulla foglia sottostante a quella a bandiera con una striatura clorotica longitudinale discontinua o con una maculatura di colore giallo intenso decorrente fra le nervature. Nelle varietà più sensibili i sintomi descritti interessano anche la foglia a bandiera. In genere i tessuti fogliari maggiormente clorotici e, nei casi più gravi, l intera pianta disseccano prematuramente. Il virus infetta anche le piante di avena, orzo, mais, segale e numerose altre graminacee spontanee e coltivate; è diffuso dall eriofide Aceria tosichella, particolarmente legato al grano per il suo sviluppo. La diffusione del virus nelle coltivazioni di grano è legata essenzialmente alla presenza di graminacee in vegetazione nel periodo estivo, che favoriscono lo sviluppo dell eriofide; esso in autunno si porta sulle giovani piantine di grano dove si riproduce con rapidità e alle quali trasmette il virus. DIFESA: l unica precauzione da prendere è quella di lavorare le stoppie subito dopo la trebbiatura per evitare la crescita spontanea di piante di frumento e di conseguenza lo sviluppo dell eriofide vettore del virus. Striatura fusiforme** (Wheat spindle streak mosaic virus 5 WSSMV, gen. Bymovirus). Si manifesta sulle foglie che si formano all inizio della primavera con areole di colore giallo-verde di forma affusolata e variamente estese. Con l innalzarsi della temperatura le piante riprendono a vegetare quasi normalmente. Le piante infette presentano uno sviluppo e un numero di culmi inferiore al normale, tanto più accentuato quanto più la stagione decorre fredda. WSSMV è specifico del grano; di frequente si riscontra in infezione mista con l agente del mosaico comune del frumento. Per la modalità di trasmissione di WSSMV in natura e le misure di DIFESA: vale quanto sopra esposto per il mosaico comune del frumento. Nanismo giallo* (Barley yellow dwarf virus-MAV 5 BYDV-MAV, gen. Luteoviris; Barley yellow dwarf virus-PAV 5 BYDV-PAV, gen. Luteovirus; Cereal yellow dwarf virus-RPV 5 CYDV-RPV, gen. Polerovirus). Il quadro sintomatologico varia in funzione dello stadio vegetativo delle piante al momento dell infezione. Nel caso di infezioni primaverili si manifesta con l ingiallimento o l arrossamento della parte distale delle foglie che si formano dopo la spigatura. Quando l infezione avviene nelle prime fasi di sviluppo delle piante, oltre ai sintomi fogliari, si riscontra una marcata riduzione di vigore e di resa in granella. Per la trasmissione in natura e le misure di DIFESA: ®Nanismo giallo dell orzo. fis Allettamento. I culmi vanno soggetti a brusche piegature di un internodo basale che prostrano la pianta sul terreno. Se ciò si verifica nei primi stadi vegetativi, le piante possono in seguito riprendere una posizione pressoché verticale senza risentire alcun danno; se invece si verifica in prossimità della maturazione, rimangono in tale posizione e le cariossidi, malnutrite, seccano ed appaiono striminzite. Cause: eccesso di azoto, deficienza di potassio, piogge battenti, vento, grandine, eziolamento, ecc. DIFESA: interventi agronomici (concimazioni equilibrate, densità di semina moderata, razze inallettabili). Bianconatura. Interessa le cariossidi di grano duro e si manifesta sotto forma di aree esterne di colore giallo chiaro, opache, cui corrisponde internamente una frattura farinosa in contrasto con quella cornea dei tessuti normali. Le cariossidi così alterate manifestano il peso specifico assai ridotto. una fisiopatia dalla eziologia assai complessa, concorrendo diversi fattori fra i quali l eccesso di umidità e una deficiente illuminazione durante la maturazione. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 372 5/30/18 9:40 AM S a z p m i A fi c A fo d n th A fe G g D z f R ta L c c fe fis C a d ir d tu F i S n D m C lo r ( im

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini