Fucsia

ne e. n se e e a il o e- ). e a o ù n ail y V o ao e, a. e e le o c. a- e iaa, o- F Funghi (varie specie) G 373 Stretta. Consiste nel disseccamento repentino delle piante conseguente a improvvisi aumenti di temperatura accompagnati da ventosità, verificatesi nella fase di maturazione cerosa delle cariossidi. Risulta pertanto interrotta la nutrizione dei semi che si presentano striminziti. DIFESA: interventi agronomici (impiego di razze precoci che maturano prima delle massime termiche estive). Fucsia (Fuchsia magellanica) i Afide del cotone e delle cucurbitacee** (Aphis gossypii ; Rinc. Afid.). Infesta foglie e fiori. ®Cetriolo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con imidacloprid, thiacloprid, thiametoxam, azadiractina. Afide maculato delle serre* (Aulacorthum circumflexum ; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di colore verde chiaro o biancastro con una sclerificazione dorsale a ferro di cavallo. Le forme alate sono rare. Si moltiplica con il succedersi di generazioni partenogenetiche in quanto il maschio è sconosciuto. DIFESA: intervento con imidacloprid, thiacloprid, thiamethoxam, acetamiprid, azadiractina, pirimicarb. Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum ; Rinc. Aleirod.). L aleirodide infesta la pagina inferiore e sulla sua melata si sviluppa talora un abbondante fumaggine. Gli adulti sono di colore bianco candido, coperti di polvere cerosa, mentre le forme giovanili sono immobili, ovali e con il bordo ciliato. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso a interventi con imidacloprid, thiamethoxam, pimetrozine, buprofezin, azadiractina. f Ruggine* (Pucciniastrum epilobii ; Bas.). Sulla pagina superiore si manifesta con piccole tacche decolorate, cui corrispondono sul lato inferiore pustole color marrone chiaro. Le foglie colpite cadono e l accrescimento della pianta subisce rallentamenti. Svolge un ciclo eteroico, la cui forma ecidica si svolge sugli aghi degli abeti, sui quali emergono corte formazioni tubolari, lunghe circa 1 mm, che liberano ecidiospore destinate a infettare le piante di fucsia. DIFESA: selezione di piante-madri sane; interventi con triazoli. fis Collasso vegetativo**. una malattia nota con il termine anglosassone di Sudden death sindrome (sindrome di morte improvvisa) che si manifesta con la morte improvvisa di piante sane fino a poche ore prima. causata dalla combinazione di eccessi di acqua irrigua e di temperature elevate, con conseguente blocco del meccanismo vegetativo della pianta. DIFESA: evitare le irrigazioni eccessive e non irrigare quando le temperature dell aria e del terreno sono elevate. G Funghi (varie specie: Pleurotus spp., Agaricus spp., Agrocybe aegerita, ecc.) i Sciaridi** (Lycoriella spp., Sciaria spp.; Ditt. Sciar.). Le larve (bianche, apode) scava- no piccole gallerie all interno dei carpofori compromettendone il valore commerciale. DIFESA: intervento sul terriccio della fungaia con l impiego di treflubenzuron o di nematodi entomopatogeni (es. Steinernema feltiae). Cecidomia aranciata del pleuroto** (Mycophila speyeri ; Ditt. Cecid.). Le larve, di colore aranciato, determinano la distruzione del micelio fungino. Compie diverse generazioni, spesso partenogenetiche larvali (pedogenesi), nel qual caso le larve mature (larve madri) portano a maturazione uova dalle quali nascono larve figlie. In altri casi si impupano per originare adulti di sesso femminile, mentre altre danno larve madri di larve G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 373 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini