Gardenia

G Gardenia (Gardenia jasminoides) si g a e a e v ; o, le e ieel o; o aca ; s il à oz. n ne s oel az s npaà e ti G 375 i carpofori della prima raccolta, per poi scomparire in quelle successive; in altri casi compare solo dopo la prima raccolta e in altri ancora determina la scomparsa della coltivazione. Lo sviluppo della malattia è fortemente influenzato dall eccessiva umidità negli ambienti di coltivazione e nel substrato ambientale; i venti sciroccali accompagnati da elevata umidità sono distruttivi. DIFESA: adozione di provvedimenti atti a ridurre gli eccessi di umidità degli ambienti e del substrato di coltivazione. Virosi* (Wathyery stipe, Die back, Virus X ). Le coltivazioni vengono colpite da alcuni virus, i cui quadri sintomatologici sono rappresentati dalla mancata apertura del cappello, in Agaricus bisporus, che assume la forma di mazza di tamburo, da cambiamenti di colore, in Pleurotus ostreatus, dall apertura prematura del cappello, dall imbrunimento delle varietà bianche di Agaricus bisporus, ecc. DIFESA: filtrare l aria dei tunnel di pastorizzazione e di incubazione; raccogliere i funghi chiusi in quanto infetti; operare la raccolta dei funghi preferibilmente con velo chiuso; sterilizzare le stanze di coltivazione prima della rimozione del substrato alla fine del ciclo di coltivazione. La France*** (Agaricus bisporus virus 1 5 ABV1). La malattia, conosciuta anche con i termini di malattia bruna o gambo acquoso , colpisce le varietà di Agaricus bisporus, ma non quelle di A. bitorquis. Le sue manifestazioni variano in relazione alla fase di allevamento del fungo in cui avviene l infezione. Quando è infettato nelle prime fasi di allevamento, si ha una marcata riduzione di sviluppo di aree più o meno ampie del micelio che assumono anche una colorazione grigiastra o bruna e non producono corpi fruttiferi. Se, invece, l infezione avviene a sviluppo più avanzato, provoca una marcescenza bruna e umida dei corpi fruttiferi oppure il loro accrescimento irregolare con gambi sottili, leggermente ricurvi, e cappelli malformati. I carpofori ammalati crescono rapidamente e liberano le spore prima di quelli sani, le quali provvedono alla diffusione dell infezione nell ambiente mediante la fusione, per anastomosi, del loro tubo germinativo con micelio sano. L infezione può propagarsi anche con le operazioni colturali e mediante insetti. La malattia sembra causata da un virus (Agaricus bisporus virus 1 5 ABV1), costituito da sei molecole di RNA a doppia elica racchiuse in particelle sferiche. Il virus si trova di frequente associato a un altra entità virale (Mushroom bacilliform virus 5 MBV); pertanto non è da escludere che i sintomi descritti siano la conseguenza dell infezione contemporanea dei due virus. DIFESA: si basa su misure preventive per evitare il propagarsi dell infezione: accurata disinfezione di tutte le attrezzature e degli ambienti destinati alla coltivazione del fungo con soluzione al 2% di formalina o sali quaternari d ammonio; filtrazione dell aria in uscita di celle infette e di quella in entrata in celle sane per evitare la diffusione di spore infette nell area della fungaia; pronta asportazione dall allevamento dei carpofori che evidenziano sintomi di malattia; lotta agli insetti e osservanza di scrupolose misure igieniche da parte degli operatori addetti alla fungaia. In presenza di forti attacchi di malattia è opportuno interrompere prematuramente l allevamento. G Gardenia (Gardenia jasminoides) i Oziorrinchi** (Otiorhynchus armadillo, O. sulcatus, O. rugosustriatus ; Col. Curcul.). Le larve (apode, bianche con capo giallo-bruno, gibbose) danneggiano l apparato radicale e il rizoma. Gli adulti compaiono in estate e compiono erosioni sul margine fogliare. Sul finire dell estate depongono le uova nel terreno, al colletto delle piante. Le larve svernano per poi completare lo sviluppo e impuparsi in primavera. DIFESA: ricorso alla distribuzione autunnale, nel terreno, di sospensioni di nematodi entomopatogeni (Heterorhabditis sp.). G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 375 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini