Garofano

G 376 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Garofano (Dianthus caryophyllus) i g m b c a m m Bega mediterranea del garofano*** (Cacoecimorpha pronubana ; Lepid. Tortr.). una specie alquanto polifaga e il garofano è l ospite preferito. La larva (lunga fino a 25 mm, verde con capo e scudo pronotale grigio-verdastri macchiati di marrone) penetra nei bottoni per divorare l interno; lega le foglie all apice dei germogli per formare un cartoccio a becco d uccello nell interno del quale compie erosioni. Gli adulti (con apertura alare 18-24 mm e ali anteriori color cannella) compaiono tra la metà di aprile e quella di maggio. Le femmine depongono fino a 700 uova, formando 5-10 ovoplacche embricate comprendenti fino a 200 uova per le prime ovature e appena 15-20 per le ultime. Le larve completano lo sviluppo in appena tre settimane nei periodi più caldi, mentre in quelli meno favorevoli sono richiesti oltre due mesi. Annualmente compie 4 generazioni all aperto e 5 in serra. Lo svernamento avviene allo stato di larva protetta sulla pianta, all interno di un ricovero sericeo, e riprende l attività quando la temperatura ambientale supera i 9 °C. DIFESA: intervento a nascita larve con clorpirifos, azadiractina, piretroidi. T tr z in z T lastre con i fianchi percorsi da bande sinuose) perforano i bottoni fiorali per divorarne la parte interna. ®Pomodoro per gli altri caratteri morfologici e per gli aspetti biologici. DIFESA: come per Cacoecimorpha pronubana. r d m d S H Nottua pronuba* (Noctua pronuba ; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe fino a 5 cm, co- T lor giallo-nocciola con due file di macchie nere allungate) compiono erosioni fogliari. Gli adulti (50-60 mm di apertura alare) hanno ali anteriori di colore variabile dal nocciola al bruno, con una piccola tacca nerastra posta quasi all estremità del margine costale, mentre le ali posteriori sono giallo-ocra con una fascia submarginale nerastra. Compie 2 generazioni all anno con voli in aprile-giugno e in settembre-novembre. L inverno viene trascorso come larva matura che si incrisalida in primavera o con larve dell ultima età che raggiungono la maturità all inizio della primavera. DIFESA: come per Cacoecimorpha pronubana. e c a Nottua gialla*** [Helicoverpa (5 Heliothis) armigera ; Lepid. Nott.]. Le larve (verdi-gial- T lo A c c n D Striscino* (Paraphytomyza dianthicola ; Ditt. Agrom.). La larva (giallo-crema, lunga 2,5-3 mm) scava una mina lunga 4-8 cm che si allarga progressivamente e può ramificarsi. L adulto ha l addome castano scuro con la parte marginale dei segmenti di colore giallo citrino. Annualmente riesce a svolgere fino a 7 generazioni con svernamento allo stato di pupa nel terreno. DIFESA: intervento con cyromazin, azadiractina, spinosad. Tortrice sudafricana del garofano*** (Epichoristodes acerbella ; Lepid. Tortr.). Le larve (20 mm di lunghezza, verdastre o giallastre, con capo giallo-rossiccio maculato di bruno) compiono erosioni fogliari e scavano gallerie nella parte distale dei getti causandone il disseccamento. Esse penetrano anche nei fiori ancora chiusi per danneggiarne gli organi interni. Gli adulti (12-24 mm di apertura alare) hanno le ali giallo-ocra interessate da isolati e minuti punti neri; nei maschi è presente una macchia bruna che da metà del margine anale si estende verso il centro del campo alare. Esiste tuttavia una forte variabilità per cui i maschi possono presentarsi con macchia alare poco evidente o addirittura mancante. Svolge in genere 3 generazioni all anno all aperto, 4 in coltura semiprotetta. I voli delle singole generazioni non sono ben distinti in quanto si presentano sovente accavallati. Negli ambienti con 3 generazioni avvengono da aprile a G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 376 5/30/18 9:40 AM f A c to a m L c s q B z a c il (

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini