SEZIONE G

G Garofano (Dianthus caryophyllus) giugno, in luglio e in settembre-ottobre. In quelli con 4 generazioni si hanno adulti da marzo a giugno, da maggio a luglio, da luglio a settembre e da settembre a tutto dicembre e oltre. Le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve completano lo sviluppo in un periodo di tempo che passa da 1 mese, durante l estate, ai 3 mesi durante i periodi meno favorevoli. L incrisalidamento avviene sulla pianta, in mezzo alle foglie poste all apice dei germogli danneggiati. DIFESA: come per Cacoecimorpha pronubana. a m, ei rre e e i, 4 a ai- Tripide degli agrumi e delle serre** (Heliothrips haemorrhoidalis ; Tisanott. Trip.). un tripide con adulti di colore bruno nerastro che, con le sue punture, causa depigmentazioni dei tessuti fogliari e macchie decolorate sui petali. Sverna allo stato adulto riparato in mezzo ai detriti vegetali presenti alla superficie del suolo e compie fino a 6 generazioni all anno. DIFESA: intervento con spinosad, azadiractina, acrinatrina, piretroidi. Tripide del garofano*** (Pezothrips dianthi ; Tisanott. Trip.). Ha adulti di colore mar- rone scuro. Specie monofaga su garofano, punge foglie e fiori causando la comparsa di picchiettature clorotiche sulle foglie, impedisce la schiusura e provoca il disseccamento dei bottoni fiorali. Sui petali dei fiori colorati le punture causano la comparsa di tacche decolorate. Le piante fortemente infestate assumono un aspetto cespuglioso. Sverna come femmina fecondata e compie 3-4 generazioni all anno DIFESA: come per Heliothrips haemorrhoidalis. le i. e ) il re à e o a ea G Tripide del tabacco* (Thrips tabaci; Tisanott. Trip.). Anche questo tripide infesta foglie oi. oe, e o a - a idi aa, G 377 e fiori causando punteggiature clorotiche e macchie decolorate sui petali delle varietà colorate. Supera l inverno come adulto riparato nel suolo e compie diverse generazioni all anno. DIFESA: come per Heliothrips haemorrhoidalis. Tripide occidentale*** (Frankliniella occidentalis ; Tisanott. Trip.). un tripide di co- lore giallastro con il dorso e l addome interessati da bande sfumate di colore scuro. Altamente polifago, su garofano causa la comparsa di punteggiature clorotiche e necrotiche sulle foglie, distorsioni fogliari e picchiettature bianche sui petali delle varietà colorate. Compie svariate generazioni all anno con cicli che passano dalle due settimane con 25 °C a poco meno di un mese con 18 °C. Lo svernamento avviene nel terreno. DIFESA: come per Heliothrips haemorrhoidalis. f Alternariosi** (Alternaria dianthi ; Asc.). una grave malattia che colpisce il garofano coltivato sia in serra che in pieno campo, ma causa danni più gravi in ambiente protetto. Su fusti, foglie e, più raramente, fiori compaiono tacche allungate, grigiastre, con alone rosso-violaceo che, col tempo, confluiscono causando la necrosi e il disseccamento dei tessuti sui quali si evidenziano punti nerastri costituiti dai conidi del fungo. La manifestazione sul fusto, solitamente nella parte basale, causa a volte cancri provocando l avvizzimento dell intera pianta. DIFESA: impiego di materiale di propagazione sano; evitare gli eccessi di umidità; interventi con rameici e altri prodotti registrati su questa malattia (es. mancozeb). Botrite* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Causa la marcescen- za dei bottoni fiorali e dei fiori. Le infezioni sono favorite da elevati livelli di umidità ambientale. Le parti colpite si ricoprono di muffa grigia, costituita dalla vegetazione conidiofora e conidica del fungo. DIFESA: arieggiamento delle serre par abbassare il tasso di U.R.; raccolta e distruzione degli organi colpiti; interventi con antibotritici (es. cyprodinil 1 fludioxonil, thiophanate-methyl). G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 377 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini