poeti

G 380 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE biancastre e, a volte, malformazioni dei fiori e nanismo delle piante, mentre in presenza di CRSV e CLV compaiono vistose maculature anulari clorotiche sulle foglie. CLV e CVMoV sono trasmessi da afidi in modo non persistente, mentre CRSV e CarMV si trasmettono per contatto, durante le operazioni colturali e tramite il terriccio contenente residui vegetali infetti. Considerando CERV e CNFV, essi inducono anulature e lineature clorotiche sulle foglie che nel caso di CERV tendono a necrotizzare; sono trasmessi da afidi in modo semipersistente. DIFESA: fondamentale è l impiego di talee sane. Si consigliano, inoltre, il distanziamento delle nuove coltivazioni da altre costituite con talee non qualificate sanitariamente, l estirpazione tempestiva delle piante sintomatiche e la realizzazione dei nuovi impianti in terreno privo di residui della cariofillacea infetti. Considerata la specificità dei virus sopra menzionati per il garofano, le misure indicate dovrebbero prevenire l infezione delle coltivazioni originariamente sane. ftpl. G fi p v i Garofano dei poeti (Dianthus barbatus) f If e r G fi v p e n te p n c Garofano delle Indie (Tagetes spp.) f Marciume bianco* (Sclerotinia sclerotiorum ; Asc.). La malattia colpisce la zona del col- pido collasso vegetativo per processi di marcescenza del colletto e delle radici. La malattia è temibile in quanto le infezioni possono propagarsi rapidamente ad opera degli elementi infettanti (zoospore) che si muovono nel terreno in presenza di elevata umidità del substrato. ®Aster per gli aspetti bio-epidemiologici del micete. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati per il contenimento della malattia su Aster. letto causando la comparsa di una forma di marciume, con tessuti che vengono ricoperti da una formazione miceliale cotonosa di colore bianco nell ambito della quale si differenziano masserelle scleroziali nerastre del diametro di 2-15 mm, che costituiscono gli organi di conservazione del fungo. Dalla germinazione degli sclerozi prende origine un corpo fruttifero (apotecio), del diametro fino a 10 mm, nel quale emergono aschi allungati, contenenti ciascuno 8 ascospore che, rilasciate nell ambiente, originano nuove infezioni. Il fungo si conserva nel terreno per almeno un paio d anni in assenza di coltura, talora per oltre un decennio in condizioni particolarmente favorevoli. Le infezioni sono favorite dagli eccessi di umidità nel terreno e dell aria. DIFESA: rotazione con piante non suscettibili; applicazione al terreno, prima della coltivazione, del biofungicida Coniothyrium minitans ; abbassamento dell umidità nel terreno attraverso un buon drenaggio; arieggiamento delle serre per diminuire il tasso di U.R. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 380 5/30/18 9:40 AM C tr s p ( fo o n D prima e durante la fioritura, con macchie decolorate sulla pagina superiore delle foglie e sugli steli. Sulla pagina inferiore e sugli steli compaiono, in corrispondenza delle suddette macchie, pustole contornate da un alone rossastro, disposte in modo concentrico ad una centrale. Queste liberano una massa polverulenta di uredospore che, trasportate dal vento, originano nuove infezioni. Il fungo si conserva come micelio nelle piante infette o sui resti colturali oppure con teleutospore. Queste, in primavera, germinano per formare un basidio portante basidiospore destinate ad avviare infezioni primarie. DIFESA: trattamenti preventivi o alla comparsa dei primi sintomi con l impiego di sali rameici e triazoli (es. penconazole, difenoconazole); asportazione e distruzione delle parti o delle piante colpite dalla malattia. c fe z C Ruggine*** (Puccinia arenariae ; Bas.). La malattia si manifesta durante la primavera, Marciume dello stelo** (Phytophthora cryptogea ; Oomycota). Il patogeno causa il ra- M P c q la a g v e tu d n f C le

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini