Gelso

G Gelso (Morus alba, M. nigra) G 381 ne ae usi Si n ia e ftpl. Giallume* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). Le piante infette presentano a, e e ne, o a, en e Cocciniglia gobba della quercia* (Parthenolecanium rufulum ; Rinc. Cocc.). di forma ovale-allungata, convessa, dorsalmente rossastra e con fascia perimetrale grigia o giallastra. Infesta i rami compiendo una sola generazione partenogenetica all anno con nascita delle neanidi in giugno luglio e svernamento con neanidi della II età. DIFESA: non necessaria. fiori malformati e con petali virescenti, vegetazione affastellata e di solito disseccano precocemente. DIFESA: ®Giallume Aster. v Maculatura necrotica* (Tomato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus). Si mani- i Cocciniglia bianca del gelso*** (Pseudaulacaspis pentagona ; Rinc. Diasp.). Infesta il Gelso (Morus alba, M. nigra) tronco e i rami, sui quali gli scudetti femminili formano incrostazioni e quelli maschili si riuniscono in gruppi. I rami fortemente colpiti deperiscono e disseccano. ®Pesco per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con fosforganici (es. clorpirifos) alla nascita delle neanidi. Ifantria*** (Hyphantria cunea ; Lepid. Arct.). Le larve (gialle, fornite di lunghi peli G e di tubercoli neri) avvolgono con fili sericei la vegetazione posta all apice dei rami per divorare le foglie. Le piante fortemente infestate vengono scheletrizzate. Gli adulti (bianchi nelle femmine e con piccole macchie nere nei maschi) volano dalla fine di aprile a tutto maggio-inizio di giugno. Le femmine depongono uova di colore verde chiaro sulla pagina inferiore delle foglie, formando ovature monostratificate comprendenti diverse decine di elementi. Le larve nascono alla fine di maggio o in giugno e a maturità si incrisalidano nelle anfrattuosità della corteccia o in altri ripari per dare i nuovi adulti a metà luglio. Le larve raggiungono la maturità alla fine di agosto o in settembre per poi incrisalidarsi e superare l inverno. Le crisalidi che si sono formate più precocemente possono dare adulti che originano una terza generazione di larve che non riescono a completare lo sviluppo e vanno pertanto perdute. DIFESA: intervento con Bacillus thuringienis var. kurstaki e aizawai, spinosad. aali io lreli n nna, o na n festa con l arrossamento delle foglie, cui segue la comparsa di aree necrotiche e l avvizzimento dei fiori. DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. Pseudococcide* (Pseudococcus comstocki ; Rinc. Pseud.). una cocciniglia farinosa con il margine del corpo fornito di 17 raggi cerosi, dei quali quelli codali sono lunghi quanto i 2/3 della lunghezza del corpo mentre quelli del penultimo paio sono lunghi la metà di quelli codali; gli altri raggi sono molto più ingrossati rispetto a quelli degli altri più comuni pseudococcidi (Planococcus spp.). Infesta il tronco, i grossi rami, i germogli e i nodi dei giovani rami causando la reazione dei tessuti e la comparsa di vistosi ingrossamenti. Le foglie, imbrattate dalla melata e dalla fumaggine, ingialliscono e cadono. Sverna con uova deposte entro gli ammassi cerosi localizzati nelle screpolature corticali. Le neanidi nascono in coincidenza con l emissione delle foglie. Nel corso della stagione si susseguono diverse generazioni anfigoniche. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con buprofezin, neonicotinoidi. f Cancro* (Fusarium lateritium, syn. Gibberella baccata ; Asc.). Attacca i rami del- le piante adulte e i giovani fusti delle piantine in vivaio. In particolari condizioni di G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 381 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini