Gelsomino di Spagna

G 382 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE L umidità, su fusti e rami, appaiono macchie bruno-rossastre, leggermente depresse, nelle quali la corteccia appare necrotizzata. Le tacche si allargano e si allungano in senso longitudinale e qualche volta possono abbracciare i giovani rametti o l intero fusto. La corteccia dissecca e si distacca. DIFESA: raschiatura delle parti alterate del tronco; interventi con sali rameici. ( e g n fo m la b tr u s c k Carie* (Inonotus hispidus, syn. Polyporus hispidus ; Bas.). In seguito alle infezioni i tes- suti legnosi del tronco diventano spugnosi, leggeri, bianco-giallicci e talora si decompongono fino a formare numerose cavità. Fra il legno vecchio e alterato e quello giovane ancora sano si forma una zona di separazione color rosso-bruno per la presenza di una sostanza gommosa localizzata nel tessuti vascolari e fibrosi. Il microrganismo, dopo essere entrato nella pianta attraverso le ferite e aver compiuto la sua opera disgregatrice, in autunno, forma sulla corteccia corpi fruttiferi (gasidiocarpi) mensoliformi, di colore bruno-giallastro. DIFESA: operazioni di dendrochirurgia per la rimozione delle parti cariate. Fersa** (Mycosphaerella mori, syn. M. morifolia ; Asc.). Si manifesta in primavera e in autunno sul lembo delle foglie, più raramente sui piccioli e sui giovani rametti, con macchie sparse, irregolari, di color bruno pallido o rossastro, circondate da un alone rosso-bruno, quasi nero, isolate o confluenti. Al centro delle tacche compaiono, più tardi e solo sulla pagina superiore, pustolette bianco-grigiastre, visibili anche a occhio nudo, costituite dai corpi fruttiferi del fungo. L inverno viene trascorso, a quanto pare, con pseudoteci che si differenziano nelle foglie infette cadute al suolo. Il fungo può tuttavia perpetuarsi come micelio nei giovani rami. Le foglie colpite ingialliscono e cadono precocemente. Le infezioni sono favorite da un decorso stagionale primaverile umido e piovoso. DIFESA: interventi alla caduta delle foglie e alla ripresa vegetativa con sali rameici. b Batteriosi* (Pseudomonas syringae pv. mori; Gracilicutes). Colpisce foglie, germogli ed apici vegetativi. Sulle prime si manifesta con macchioline nere, lucide, leggermente depresse, a contorno irregolare, del diametro di qualche mm, che possono anche trovarsi sopra le nervature o sul picciolo. Le foglie ingialliscono, si accartocciano e disseccano. Sui giovani rami si possono formare lacerazioni striate, nere ed allungate, che si approfondiscono fino a mettere a nudo il legno, facendoli disseccare. DIFESA: asportazione delle parti colpite; trattamenti in autunno e a fine inverno con sali rameici. N c p d p g th N a in tu f n c g s lu d Piralide dell olivo o Margaronia** (Palpita vitrealis ; Lepid. Cramb.). Le larve compiono erosioni fogliari, distruggendo talora una notevole parte della vegetazione. ®Olivo per i caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Geranio (Pelargonium zonale, P. peltatum) i b Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum: Rinc. Aleirod.). Gli adulti sono di colore bianco candido, coperti di polvere cerosa, mentre le forme giovanili sono immobili, ovali e con il bordo ciliato. L aleirodide infesta la pagina inferiore e sulla sua melata si sviluppa talora un abbondante fumaggine. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorrere a interventi con imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, pimetrozine, bubrofezin, azadiractina; in serra ricorso alla lotta biologica con lanci di Encarsia formosa. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 382 5/30/18 9:40 AM s P m tr R Gelsomino di Spagna (Jasminum grandiflorum) i M v M l d ta A D S to

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini