Gerbera

G 384 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE virus specifici del geranio, che si trasmettono tramite talee infette, mentre mancano informazioni su altre modalità di trasmissione da pianta a pianta. DIFESA: si basa sulla propagazione di piante sane. Maculatura necrotica* (Tomato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus); Maculatura zonata** (Pelargonium zonate spot virus 5 PZSV, gen. Amulavirus); Mosaico* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus) e Schiarimento nervale* (Eggplant mottle dwarf virus 5 EMDV, gen. Nucleorhabdovirus). I sintomi di queste virosi consistono in una maculatura di colore giallo, anulature cloro-necrotiche, malformazioni del lembo e schiarimento delle nervature. Per le caratteristiche epidemiologiche dei loro agenti eziologici, si veda rispettivamente avvizzimento maculato del pomodoro, mosaico comune del cetriolo e nanismo maculato della melanzana. DIFESA: valgono le indicazioni relative alle virosi precedenti. fis Intumescenze**. Compaiono sulla pagina inferiore dei gerani (come anche nell edera) a c F f M con pustole edematose, causando devitalizzazione dei tessuti e formazione di tacche rugginose. L alterazione è legata a eccessivi apporti azotati e di acqua irrigua. DIFESA: moderazione degli apporti azotati e di acqua. L e fi C s a Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum ; Rinc. Aleirod.). Gli adulti sono di colore bianco candido, coperti di polvere cerosa, mentre le forme giovanili sono immobili, ovali e con il bordo ciliato. L aleirodide infesta la pagina inferiore e sulla sua melata si sviluppa talora un abbondante fumaggine. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: interventi con imidacloprid, thiametoxam, thacloprid, acetamiprid, pimetrozine, buprofezin, azadiractina; in serra ricorso alla lotta biologica con lanci di Encarsia formosa. S c m s D Minatrice della gerbera*** (Liriomyza trifolii ; Ditt. Agrom.). Le larve scavano lunghe e tortuose mine sottoepidermiche. Gli adulti, con taglia media intorno ai 2 mm, sono nero-grigiastri con torace nero e scutello giallo. Le femmine compiono, con l ovopositore, punture sulle foglie causando la fuoriuscita di succhi cellulari che costituiscono l alimento necessario per il raggiungimento della maturità sessuale di entrambi i sessi. Le suddette depongono complessivamente svariate decine di uova, in modo isolato, entro i tessuti fogliari. La larva a completo sviluppo abbandona la mina per impuparsi all esterno della suddetta, sulle foglie o nel terreno. Compie un numero variabile di generazioni in funzione delle condizioni ambientali. DIFESA: interventi con abamectina, azadiractina, ciromazina, spinosad; in ambiente protetto integrazione della difesa chimica con lanci di parassitoidi (Dachnusa sibirica e Dygliphus isaea). V to G e z s v Minatrice sud-americana*** (Liriomyza huidobrensis ; Ditt. Agrom.). divenuta più comune dell affine Liriomyza trifolii ; rispetto a questa è maggiormente temibile per il maggior numero di punture di ovodeposizione e per la maggiore prolificità. Gli adulti sono molto simili a quelli di L. trifolii, dai quali si distinguono attraverso l esame dei genitali. Le larve scavano mine fogliari molto simili a quelle prodotte da L. trifolii, decorrenti preferibilmente ai lati delle nervature. L impupamento della larva matura avviene all estremità della galleria. Compie diverse generazioni, influenzate dalle condizioni ambientali, con cicli di sviluppo che nelle situazioni più favorevoli richiedono un paio di settimane. DIFESA: come per L. trifolii. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 384 p r p c g il M Gerbera (Gerbera jamesonii) i R fo v v in 5/30/18 9:40 AM M m tu im a n d a A im p m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini