Giacinto

o a G Giacinto (Hyacinthus orientalis) G 385 a Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae ; Acar. Tetranich.). L acaro infesta le foglie causando con le sue punture la bronzatura dei tessuti. In caso di forte attacco la vegetazione viene ricoperta dalle tessiture sericee prodotte dall acaro. DIFESA: intervento con acaricidi (es. tebufenpyrad, hexythiazox, fenpyroximate) alla comparsa delle infestazioni. * e loel A: c Fitoftora*** (Phytophthora cryptogea ; Oomycota). responsabile di una forma di ra- ) e A: f Mal bianco*** (Golovinomyces cichoracearum, syn. Erysiphe cichoracearum ; Asc.). - a ià. o a re li Le foglie vengono invase dalla bianca vegetazione farinosa del fungo. Esse ingialliscono e disseccano con conseguenti ripercussioni sull attività vegetativa della pianta e sulla fioritura. DIFESA: interventi con zolfi e triazoli. Marciume del colletto** (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani; Bas.). Colpisce la parte basale della pianta con disfacimento dei tessuti parenchimatici causando perdita di consistenza e ripiegamento della pianta su se stessa. DIFESA: interventi al terreno con tolclofos-methyl. o o a i. e, a. e o io i. o, si di ia pido collasso vegetativo conseguente a processi di marcescenza del colletto e delle radici. La malattia è temibile in quanto le infezioni riscontrate su poche piante possono propagarsi rapidamente a quelle vicine ad opera degli elementi infettanti (zoospore) che si muovono nel terreno in presenza di elevata umidità del substrato. ®Aster per gli aspetti bio-epidemiologici del fungo. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati per il contenimento della malattia su Aster. G Sclerotinia* (Sclerotinia sclerotiorum ; Asc.). La malattia colpisce la zona del colletto causando una forma di marciume, con tessuti che vengono ricoperti da una formazione miceliale cotonosa di colore bianco, nell ambito della quale si differenziano masserelle scleroziali nerastre. ®Garofano delle Indie per gli altri aspetti riguardanti il patogeno. DIFESA: sono validi i provvedimenti indicati contro la malattia sul Garofano delle Indie. Verticilliosi* (Verticillium albo-atrum, V. dahliae ; Asc.). La malattia porta all avvizzimen- to e alla morte della pianta in seguito a infezioni che interessano i fasci fibro-vascolari. Gli elementi vascolari appaiono imbruniti per i processi degenerativi causati dal fungo e dalle sue tossine. ®Pomodoro per gli aspetti bio-epidemiologici. DIFESA: sterilizzazione del terreno con vapore surriscaldato, dazomet, metam-sodio; applicazione nel substrato di Trichoderma sp.; asportazione e distruzione delle piante colpite. v Maculatura necrotica** (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus; To- a Acaro dei bulbi** (Rhizoglyphus robini ; Acar. Acarid.). Attacca i bulbi in campo e quelli mato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus). I sintomi consistono in una maculatura rossastra o anelli necrotici sulle foglie più vecchie. Si evidenziano inoltre clorosi, imbrunimento nervale e arricciamento delle foglie più giovani. I sintomi risultano più accentuati nelle piante infettate nelle prime fasi di sviluppo o in presenza dei due virus nella stessa pianta. Per gli aspetti epidemiologici e la DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. Giacinto (Hyacinthus orientalis) immagazzinati, soprattutto in presenza di elevata umidità ambientale, determinando processi degenerativi dei tessuti e la comparsa di marciumi. ®Gladiolo per gli aspetti morfologici, biologici e la difesa. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 385 5/30/18 9:40 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini