Ginepro

G 388 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE dell impatiens (INSV) e, limitatamente alle coltivazioni protette di Lilium del territorio campano, del mosaico della Plantago asiatica (Plantago asiatica mosaic virus 5 PlAMV, gen. Potexvirus). Quest ultimo induce striature longitudinali, dapprima clorotiche e poi di colore bruno rossiccio sulle foglie, evidenti soprattutto in coincidenza con il periodo di raccolta degli steli fiorali; si trasmette tramite bulbi-seme infetti e per contatto. DIFESA: impiego di materiale di propagazione sano e distruzione delle piante infette. a f Ginepro (Juniperus communis) i Cecidomia dei ginepri* (Oligotrophus juniperinus ; Ditt. Cecid.). La larva attacca gli abbozzi fogliari all apice dei rametti portando alla comparsa di una pseudogalla a forma di ananas. DIFESA: non necessaria. v u la r c fo d p in e di lunghezza) hanno elitre di colore variabile dal nero bluastro al rossastro. Nella forma tipica la femmina ha elitre rossicce, mentre quelle del maschio sono nerastre con una tacca omerale rossiccia. Compie una generazione all anno e sverna generalmente allo stato adulto all interno della sua cella d impupamento. Le larve scavano gallerie sottocorticali nei rami e nel fusto di piante deperite: DIFESA: eventuale ricorso alla distruzione dei rami deperiti. Cocciniglia bianca dei cipressi* (Carulaspis carueli ; Rinc. Diasp.). caratterizzata da scudetti femminili ovali di colore bianco che infestano aghi e bacche. Le piante sono talora interessate da forti infestazioni con conseguente disseccamento della chioma. ®Cipressi per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. i da femmine con scudetti femminili ovali di colore bianco che infestano gli aghi e le bacche. I danni sono di scarsissimo interesse. Compie in genere una sola generazione all anno e sverna come femmina fecondata. DIFESA: non necessaria. M M Gonocero del ginepro e della tuja* (Gonocerus juniperi ; Rinc. Cor.). una cimice Tignola del ginepro* (Dichomeris marginella ; Lep. Gelech.). Le larve vivono gre- gariamente in piccoli gruppi per divorare gli aghi e con i loro resti, imbrigliati con fili sericei, formano nidi lunghi qualche centimetro, entro i quali si incrisalidano. La tignola compie una sola generazione all anno con adulti (15 mm di apertura alare, ali anteriori bruno-dorate con una fascia bianca interessante i margini costale e anale) presenti in luglio-agosto. DIFESA: non necessaria. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 388 5/30/18 9:40 AM A c n v s in b L d p Cocciniglia cotonosa dei ginepri*** (Planococcus vovae ; Rinc. Pseud.). una cocciniglia di colore rossastro, rivestita di polvere cerosa e fornita di 18 raggi cerosi. Forma ammassi sui rami e sulla vegetazione fogliare. Sverna con neanidi di I-II età. In giugno compaiono femmine mature che, fecondate, depongono uova dalle quali si hanno neanidi tra la metà e la fine di luglio. Le femmine raggiungono la maturità tra la fine di agosto e dalle loro uova si hanno, a partire dalla metà di settembre, le neanidi svernanti. DIFESA: intervento con clorpirifos-methyl, clorpirifos, buprofezin. di colore verde al ventre, dorsalmente bruno-rossastra con sfumature di punti, lunga 13 mm (antenne escluse). Sverna allo stato adulto sulla pianta e le neanidi nascono in giugno. DIFESA: non necessaria. C c c fe p c R Cerambicide del ginepro* (Callidiellum rufipenne ; Col. Ceramb.). Gli adulti (12-14 mm Cocciniglia bianca del ginepro* (Carulaspis juniperi ; Rinc. Diasp.). caratterizzata R q n ® g p c P la S d s c a c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini